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Pomponi: «Una cartella pazza da 44 milioni»

Pomponi: «Una cartella pazza da 44 milioni»

L’ex presidente del Pisa Calcio contesta anche il credito vantato dal Comune in Tribunale

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«Macché 44 milioni di euro ad Equitalia, quella è una cartella pazza. E ora il Comune di Pisa vuoel soldi da me?Ma noi eravamo creditori, non debitori, del Comune».

Luca Pomponi passa al contrattacco dopo l’udienza al tribunale civile di Roma che ha visto l’ammissione di 30 nuovi creditori nell’insinuazione al passivo di Iniziativa 2003, l’azienda che aveva inglobato il Pisa Calcio.

Spiega Pomponi: «Sapete perchè non ero all’udienza?Perché non mi hanno convocato. Io sono stato sempre presente, ed ho collaborato fin dal primo giorno. Non ho niente da nascondere. Nella gestione del Pisa ho fatto degli errori, ma in buona fede e agendo con trasparenza. E se siamo retrocessi e falliti è a causa di Scommessopoli. Ma ora non è questo il punto».

Infatti il punto è quello della voragine di debiti. «Che non sono tali. Perchè la cartella di Equitalia è una cartella pazza, già contestata con un ricorso che il mio avvocato Di Matteo presentato tramite l ’ex curatore Francario alla commissione tributaria. E mi hanno dato ragione: a giugno ci sarà la discussione».

L’ex presidente del Pisa è covinto delle sue ragioni: «L’esposizione tributaria ammontava, nel luglio 2009, a circa 700mila euro. E quellea di Iniziativa 2003 è uguale, perchè quell’azienda non aveva altre attività: era un contenitore che aveva solo il Pisa Calcio al suo interno».

E il Comune? «E’ scandaloso. Con noi il Comune aveva debiti, non crediti. Il Pisa Calcio, con Covarleli e con me, aveva anticipato i soldi, parlo di 8-900 mila euro, per i lavori di messa a norma all’Arena, tornelli e così via. Ma credo che saremo in grado di chiarire tutto. E col nuovo curatore Zocca mi metterò a disposizione, come ho fatto con Francario».(a.sc.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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