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Pisa

IL PUNTO

Gli under bravi ci sono ma non bastano: servono ritocchi di qualità

Marco Barabotti
Una curiosa espressione di Pagliari
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Una curiosa espressione di Pagliari

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Gli under del Pisa sono croce e delizia. Poca testa, tanto cuore, entusiasmo e vitalità. Le almeno dieci palle gol sprecate sono in gran parte imputabili, oltre alla sfortuna, alle ingenuità o inutili leziosità dei troppi ventenni o giù di lì in campo (ben otto nell'arco dell'intera partita). Ai punti il Pisa avrebbe stravinto, ma ha rischiato di perdere una gara in cui è mancato anche l'apporto degli over (solo Favasuli, grazie al suo gol a tempo quasi scaduto, ha riscattato la loro prova). Il Pisa ha perso l'occasione per agganciare la zona playoff. Comunque i nerazzurri restano a meno uno dalla quinta e tutto sommato è andata bene.  Il grande equilibrio che regna in campionato - con le sole Ternana e Taranto che hanno qualcosa in più -, consiglia, se si vuole davvero tentare la promozione, un deciso intervento nel mercato di gennaio con giocatori esperti e di qualità e non di giovani anche se di buone promesse: di questi ce ne abbiamo in abbondanza, Perez su tutti. Serve un centrocampista che sappia soprattutto dare ordine e dettare i movimenti e un'ala destra che sappia saltare l'uomo. Potrebbero bastare, sempreché si sia certi del completo recupero fisico di Carparelli e Raimondi che sono colonne di questa squadra. Altrimenti, di ritocchi ne servirebbero altri due. Il Pisa ha assunto recentemente un direttore generale molto esperto di mercato come Lucchesi. Gli auguriamo che faccia bene, come Minguzzi ha fatto coi giovani. Saremmo allora sicuri di un Pisa davvero in grado di poter tentare il salto di categoria.  

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