Il Tirreno

Pisa

Un Bugno a piedi, ma promettente

Un Bugno a piedi, ma promettente

Il difensore brianzolo è figlio di Gianni, campione di ciclismo

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 PISA. Un figlio d'arte atipico, ma pur sempre un figlio d'arte. Alessio Bugno, classe'90, difensore, figlio del due volte campione del mondo di ciclismo Gianni Bugno (nella foto), gioca nel Monza.  Da dove parte la tua esperienza calcistica?  «Dalla Aldini a sei anni dai piccoli ragazzi. Lì sono stato dieci anni e ho vinto anche per due volte il campionato italiano Allievi. Poi la mia carriera è proseguita nella Primavera dell'Albinoleffe. Sono passato alla serie D al Renate, che mi ha ceduto alla Pro Sesto. Poi sono arrivato al Monza dove sono da due anni e devo dire che qui mi trovo molto bene».  Viste le gesta di tuo padre che cosa ti ha spinto a scegliere il calcio rispetto al ciclismo?  «In realtà fino a undici anni sospinto da mio padre ho praticato entrambi, poi ho scelto il calcio, perchè la voglia di giocare era tanta».  Anche se l'ambito è diverso ti pesa il cognome che porti?  «No. Non sento il peso del cognome. Anzi ne vado molto fiero. E' chiaro che spero di ottenere anch'io qualcosa prima o poi in quanto a successi».  A chi ti ispiri maggiormente come giocatore?  «A Paolo Maldini. E' sempre stato il mio idolo».  Qual è la tua squadra del cuore?  «Essendo circondato da interisti, sono un tifoso del Milan. Anche questa è un'eccezione».  L'ultima gara di campionato tra Pisa e Monza: cosa ricordi?  «Fu una grande amarezza. Vidi la gara di andata con mio nonno al "Brianteo". Il Monza ebbe le occasioni per chiudere la partita, ma non le sfruttò. Al ritorno non seguii la squadra e vidi la partita in tv. Anche per questo dovremo riscattarci». A.T.

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