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Massimo Berutto
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Il Pavia nella gara casalinga contro il Viareggio Falco: siamo stati vicini ma arrivo da avversario
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PISA. Nel Pavia stasera ci sarà sicuramente un osservato speciale: a Pisa la fama di Filippo Falco ha preceduto di qualche mese le prime imprese in Lega Pro (già 9 presenze e 2 reti a 19 anni). È il pupillo di Vincenzo Minguzzi che, per sua stessa recente ammissione, non ha avuto la forza di imporlo in un momento di incertezza societaria e nella prospettiva di una non semplice collocazione nel 4-4-2 di Pagliari. Filippo, arrivi in quello che poteva essere il tuo stadio... «Sì, sono stato abbastanza vicino al Pisa. Poi è emerso anche il Pavia e si è ritenuto che fosse la scelta migliore. Dunque arriverò da avversario». Per quali aspetti è stata più accattivante l'offerta lombarda? «Credo soprattutto la tranquillità, in un anno di transizione, alla prima stagione fra i professionisti». È vero che è stato Minguzzi a scoprirti? «Sì, c'era lui a Lecce quando arrivai dal Bari per fare il provino». Il direttore ti scelse ma tu eri già in una grande società... «Sono stato 6 anni a Bari e poi sono passato agli Allievi del Lecce». Minguzzi ha seguito da vicino la tua crescita? «In realtà l'ho avuto con me per poco tempo, anche perché sono stato infortunato 3-4 mesi. Per 5-6 mesi Minguzzi mi ha seguito negli allenamenti, prima di lasciare Lecce proprio per andare a Pisa». Lui però ti ricorda bene e ancora rimpiange di non averti acquistato... «Posso essere solo contento, ma ora sono un giocatore del Pavia. Vengo a Pisa per fare risultato». Sei soddisfatto finora della tua prima annata fra i grandi? «Per adesso è andata abbastanza bene, in un contesto molto diverso da quello del settore giovanile. Il campionato è tosto. Siamo tutti abbastanza giovani, tranne 3-4 giocatori d'esperienza che ci danno una mano». Sei un attaccante esterno? «Una mezzapunta, che gioca da attaccante esterno a 3 o come trequartista». Sei già paragonato a grandi campioni come Messi: come gestisci l'attenzione intorno a te? «Mi fa piacere, ma credo che i paragoni non siano giusti. Sto con i piedi per terra e penso a migliorare, seguendo l'esempio dei più anziani». Qual è la chioccia del Pavia? «Non ce n'è una sola. Fissore è una bravissima persona. Ci sono Gheller, Veronese ed ora è arrivato anche Fasano. Tutti giocatori d'esperienza». Di Domenicali ricordiamo il 4-2-3-1: quali novità sono state introdotte da Pergolizzi? «Ogni allenatore è bravo a suo modo. Pergolizzi ha altre idee: ci schiera con il 4-3-1-2 o con il 4-3-3. Soprattutto ci ha trasmesso molta grinta. Vuole una squadra aggressiva che se la giochi con tutte le avversarie». Pisa - Pavia cosa può significare per le due squadre? «Per noi sarà una partita difficile, contro un'ottima squadra. Ma non siamo da meno. Cercheremo di far punti, almeno uno, per il morale e soprattutto per la classifica».
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