«Scelta di vita», Raimondi rifiuta la B
Antonio Scuglia
Ieri la riunione dei soci: ok al pagamento degli stipendi, niente penalizzazioni in arrivo
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PISA. Da una parte l'emergenza squadra, dall'altra l'emergenza società. In mezzo tre motivi di sorriso: la considerazione che la squadra va, l'atto di amore di Raimondi e la decisione dei soci, pur rimandando l'assemblea "vera" a ottobre, di far fronte subito alla pendenza più importante, ovvero il pagamento degli stipendi di maggio e giugno. E iniziamo proprio da qui. Ieri pomeriggio, allo Sheraton di Firenze, c'erano tutti: i soci di capitale Battini, Valentini, Camilli e Sbrana; i consulenti Cava e Rispoli; l'amministratore delegato Palmas; il rappresentante del comitato dei tifosi Bottone; e il sindaco revisore Moretti. L'assemblea, senza i crismi della formalità, è stata preceduta da un lungo colloquio fra Camilli e Battini. Non c'erano i presupposti per le decisioni strategiche (eventuale compravendita di quote, diminuzione del numero di componenti del Cda e ricapitalizzazione) ma, come accennato nei giorni scorsi, nell'immediato contava solo una cosa: mettersi d'accordo per pagare gli stipendi e contributi di chiusura della passata stagione. I termini scadono il 30, l'accordo c'è. Dunque i soci del Pisa pagheranno proporzionalmente alle quote i 570mila euro necessari per evitare i punti di penalizzazione, la vergogna che ne sarebbe conseguita e il blocco totale dei contributi annuali della Lega Pro per l'impiego dei giovani. Per tutto il resto ci si aggiorna al mese di ottobre: per ripianare il passivo 2010-11 in realtà c'è tempo sino al 31 del prossimo mese. La riunione-fiume è terminata solo alle 19.45. Molto interessante e condivisibile il commento dell'Associazione Cento in merito alle vicende societarie: «È innegabile che Pisa calcistica abbia soprattutto bisogno di una società forte, compatta e concreta, che sappia investire su squadra e pubblico e puntare, come minimo, verso la serie B. I risultati aiutano tanto, è vero, ma non bastano! Il pubblico di Pisa è maturo e vaccinato e sa bene che il risultato sportivo deve essere conseguenza di una società seria, presente e professionale, che sappia "coccolare" il proprio pubblico, il quale, come sempre, risponderà alla grande sotto il profilo economico, dei numeri e dell'incitamento ai ragazzi che scendono in campo». E di qui passiamo ai sorrisi "calcistici". Uno è noto e visibile a tutti: il Pisa sta giocando bene, con impegno e gagliardia. La gente all'Arena si diverte e sta "adottando" con piacere la squadra di Pagliari. E l'altro? Ieri Gianni Prete, procuratore di Gimmelli e Raimondi, ha svelato una notizia che lo stesso giocatore non aveva ancora detto: a fine mercato, l'argentino ha declinato l'invito di Piero Braglia che lo voleva alla Juve Stabia, in serie B, dopo l'infortunio di Molinaro. «Una scelta di vita», ha detto il giocatore al suo ex allenatore, con cui aveva conquistato la B quattro anni fa all'Arena. Un atto d'amore, degno di un grande personaggio quale è Raimondi. Resta l'emergenza: quella societaria di cui si è accennato, e quella di squadra. Fuori per infortunio o problemi fisici anche seri rispettivamente Obodo ed Esposito, domenica prossima non ci sarà neanche Scampini. Favasuli dovrebbe essere schierato in mediana, con Tremolada e Ilari laterali; in difesa bisognerà inventare di nuovo un centrale, confermando Ton oppure scegliendo uno fra Bizzotto, Audel e Lanzolla. Da qualunque lato si guardi, la coperta è corta. Ma Gimmelli e Passiglia restano fuori rosa, anzi a chiedere notizie in merito si fanno arrabbiare Battini e Pagliari per motivi di coerenza con quanto già deciso.
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