Il Tirreno

Pisa

IL PUNTO

Il gruppo squadra è forte, lo sia anche la società

Marco Barabotti

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L'entusiasmo, l'orgoglio, il carattere e l'intensità con cui gioca la squadra in questo inizio di campionato, unitamente alla tradizionale passione del pubblico nerazzurro, meritano una maggiore attenzione e rispetto da parte della società che non può ancora trincerarsi dietro una stucchevole fase di stallo. Al disimpegno per un campionato di transizione, con un bilancio di forti risparmi, si aggiunge il braccio di ferro tra i due maggiori soci.  Che si faccia chiarezza una volta per tutte. E se uno dei due soci non avrà la forza o la volontà di rilevare il Pisa in toto, si giunga almeno ad una pace senza guerre intestine che rischiano di avvelenare un campionato che vede la squadra, sotto la saggia gestione di Pagliari, fare salti mortali per tenersi su, tra l'altro riuscendoci bene, senza una campagna acquisti degna di tale nome, salvo essere riusciti per fortuna a pescare qualche buon under.  Mi piace lo spirito indomito di questo gruppo, che ha in Pagliari il suo grande maestro. Altrimenti il Pisa non sarebbe riuscito ad acciuffare il pareggio dopo la mazzata del vantaggio del Foggia, nella fase finale, dopo che i nerazzurri, fra l'altro, avevano creato una mole di occasioni da gol assai superiore a quella degli avversari, anche se questi ultimi nella ripresa avevano preso in mano il pallino del gioco.  Questo è un Pisa in grado di recitare un buon campionato, forse di poter puntare addirittura alla zona playoff con pochi ritocchi di qualità, sempreché la società gli infonda meno assilli di bilancio e più sicurezza.  

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