Il Tirreno

Pisa

Ecco quanto costa giocare in C1

Antonio Scuglia

Minimo 1 milione e 300mila, ma qui non bastano

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 PISA. Serie C1, ma quanto mi costi? Secondo Francesco Ghirelli, direttore generale della Lega Pro, poco, anzi pochissimo. «Il nostro campionato - afferma - ha appeal e attrae interessi ed imprenditori. In Lega Pro ci sono regole che fanno di questi campionati un modello invidiabile. Certo il rispetto delle regole determina rischi di esclusione. E' costoso per chi non fa giocare giovani o governa male budget e bilanci».  Ma i costi non sono mica così contenuti come fa intendere la Lega, almeno se si punta a non fare un campionato inteso esclusivamente a prendere i contributi.  Proviamo a vederli, capitolo per capitolo e facciamo finta che la sede sociale sia già di proprietà del club oppure concessa in comodato gratuito da qualche benefattore.  Ingaggi dei giocatori: il contratto minimo annuale, in C1, è di 19.397 euro lordi (circa 14mila netti). Che per il club diventano, data la tassazione per gli oneri sociali (36%), cira 26mila. Moltiplicato per un minimo di 22 giocatori, arriviamo a circa 550mila euro. Inoltre bisogna offrire a tutti i ragazzi del 1992 (che quest'anno diventano "calciatori in addestramento tecnico") almeno 8.954 euro (spesa per la socetà: 12.500) altrimenti vengono svincolati.  Ingaggi dei tecnici: lo stipendio minimo è 20.528 euro annui per l'allenatore (spesa per la società: 27mila) e 8.029 per il vice (11mila).  Ingaggi dei direttori: le società professionistiche hanno mediamente un direttore generale e un direttore sportivo. Se vengono pagati veramente poco (diciamo 30mila euro netti a testa), si può calcolare un costo totale sui 120mila euro.  Staff (preparatori portieri, massaggiatori, fisioterapisti, nagazzinieri): con 70mila euro, trattati proprio bene, ce la facciamo? In una società piccola sì.  Giovanili: se si paga un rimborso spese simbolico agli allenatori e le trasferte si fanno in bicicletta o giù di lì, stimiano 50mila euro stagionali per tre squadre (quelle obbligatorie) e non ci azzardiamo a fare quelle non obbligatorie.  Spese per lo stadio: a Pisa la cifra è superiore perché lo stadio è grande e le spese di conseguenza. In realtà piccole, con 150mila euro si può pensare di coprire i costi di convenzione, biglietterie con i biglietti nominativi, costo della sicurezza per steward, vigili del fuoco e così via.  Ritiri: 17 si fanno per forza (le trasferte), altri 17 si fanno comunque (in casa). Se non si viaggia in autostop e non si dorme all'addiaccio, calcoliamo 100mila euro.  Visite mediche e assicurazioni: altri 150mila euro.  Spese di Lega: 50 mila euro.  Iscrizione e fidejussione: 35mila euro se la banca si accontenta di poco per la fidejussione. Naturalmente bisogna tenere bloccati per un anno 600mila euro in quella banca.  Segreteria: 35-40mila euro se ci si accontenta di un segretario, un addetto stampa e un impiegato, tutti al minimo.  A quanto si arriva? Presto detto: 1.350mila euro. Ricordiamo ancora: con 22 giocatori tutti al minimo di stipendio e senza pagare nessun cartellino o prestito; allenatore, vice, staff e collaboratori al minimo; sede gratis; ritiri con le spese all'osso.  In teoria si può fare, quantomeno nei centri dove la gente allo stadio tanto non ci va. E fra i magri incassi, qualche sponsor generoso e tanti contributi se si fanno giocare sempre un sacco di Under, magari a fine stagione un milione entra in cassa, lasciando un buco di soli 300mila euro.  Questi calcoli non valgono per città come Pisa, dove si può risparmiare, con una gestione oculata, su due voci: il numero degli stipendi dei giocatori (quest'anno erano 37) e gli emolumenti agli staff tecnici (pagarne uno non è come pagarne tre). Altri costi però - sicurezza, steward e simili - sono per forza superiori ai minimi, altrimenti al Pisa viene negata l'agibilità dello stadio. Il resto lo fa la necessità "ambientale" di presentare squadre dignitose. Il monte stipendi dei giocatori minimo, come detto, è 550mila euro: poco più di quanto costava quest'anno Castaldo alla Nocerina (o anni fa Ambrosi al Pisa). E qualche "Castaldo", se non vuoi fare figure barbine, devi purtroppo averlo.

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