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Pisa

CALCIO DILETTANTI

Il Calci costretto a rinunciare alla Prima categoria

Pier Luigi Ara

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 CALCI. Il Calci Calcio rinuncia alla Prima Categoria Dilettanti. La dirigenza getta la spugna perché, per motivi economici, la società è costretta a rinunciare all'iscrizione al campionato. Con grande dignità i biancocelesti sono rimasti undici anni in Prima Categoria riuscendo a fare sempre bella figura. Mai sono retrocessi e si sono salvati spesso con largo anticipo. È successo anche nella stagione 2010-2011. Non accadrà quest'anno e così in proiezione futura. «Non ce la facciamo più. Dispiace non poco...», ammette con sincerità il presidente Silvano Salvadori. Fa eco il suo stretto collaboratore Mario Soldaini: «Rinunciamo alla Prima Categoria e riparteremo dalla Terza nel 2011-2012. Poi vedremo». Nei giorni scorsi è stata informata l'amministrazione comunale. Un incontro che ha coinvolto l'assessore allo sport Massimiliano Ghimenti. Si è sperato di evitare ciò che ormai era apparso inevitabile. In effetti non si è verificato il miracolo che da più parti si era auspicato. Neppure un colloquio dei dirigenti con Luca Giannini, responsabile della scuola di calcio Atletico Calci, che conta circa 200 minicalciatori, ha portato qualche risultato. Si è parlato dell'entrata in campo di Alessio Canu, fondatore di Calcimania, ex giocatore e organizzatore navigato di eventi. Pronti a dare una mano i giovani della cooperativa Calci.it. Il dado però è ormai tratto: Calci dà l'addio alla Prima Categoria. Con infinito rimpianto. In ultima analisi è una sconfitta per il paese dove la passione per il football è molto radicata.

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