Italia
Intanto il Comandante ha annunciato le sue dimissioni da presidente del consiglio provinciale di Viterbo
Pisa, tutti ancora in attesa di Camilli
Francesco Loi
I soci pronti a spostare ad Acquapendente la riunione sui programmi
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Ma cosa succede nell'Ac Pisa? In apparenza niente. E la spiegazione è semplice: fino a quando non ci sarà la riunione dei soci, alla presenza finalmente anche di Piero Camilli, niente potrà muoversi. In un calcio bloccato dagli ultimi verdetti del campo, dal terremoto scommesse e da situazioni di bilancio disastrose, c'è poco da divertirsi in questa fase della stagione. Per il Comandante non sembra ancora essere arrivato il momento giusto per mettersi al tavolino con gli altri soci ed impostare il futuro. Anche la città resta in attesa, probabilmente non comprendendo fino in fondo quello che sta accadendo (o non accadendo). Ma qualcosa quanto prima dovrà succedere. I soci dovranno trovarsi per chiudere i conti di questo campionato: entro il mese vanno pagati gli stipendi fino allo scorso aprile, compreso, come presupposto essenziale per l'iscrizione alla prossima stagione. Sul piatto poi andrebbero messi tutti gli argomenti classici di questo periodo, a cominciare dalla costruzione della squadra. I soci dell'Ac aspettano e sperano. Camilli ha sempre sottolineato, a proposito della sua esperienza a Pisa, le difficoltà provocate dalla distanza geografica con i centri dei suoi interessi. Per questo è molto probabile che la riunione dei soci si possa svolgere direttamente ad Acquapendente, località del nord del Lazio dove opera prevalentemente Camilli. Un modo per venire incontro e smuovere lo scenario paludoso. Ma quando? Una data per ora non sembra esserci. Nessun appuntamento fissato. L'obiettivo comunque è fare la riunione entro metà giugno, anche per avere poi i tempi tecnici per gli adempimenti legati agli stipendi e all'iscrizione. E anche per non ripetere certi errori del passato. Secondo alcune stime, una gestione più mirata (senza tre cambi di allenatore, senza qualche stipendio dei più onerosi e con una rosa contenuta come chiesto dal tecnico) porterebbe subito, rispetto allo scorso campionato, ad un risparmio di almeno 1 milione di euro. Certo che, per Camilli, si tratta di un periodo particolare. Tanto che a Grosseto le cose stanno andando nella stessa maniera. Una delle parole più usate è stallo. L'allenatore Serena, che vorrebbe sapere se sarà riconfermato o meno, è riuscito a parlare con il Comandante alla fine della scorsa settimana. La risposta che ha ricevuto? «Ci siamo dati appuntamento per la prossima settimana», ha detto lo stesso Serena. Ancora un rinvio, dunque, anche in questo caso. Sicuramente Camilli ha diversi pensieri, anche oltre il calcio. Dopo le polemiche che erano seguite al suo appoggio al sindaco di Grosseto Bonifazi (che è del Pd, mentre Camilli è del Pdl), un'altra bufera politica si lega alle annunciate dimissioni del Comandante da presidente del consiglio provinciale di Viterbo. «Così non può andare e io mi sono stancato. Certe logiche della politica non le condivido. Non mi sembra giusto licenziare i precari e, ora, assumere dirigenti esterni», ha dichiarato al Tempo. A chi gli ha chiesto se volesse dimettersi per avere maggiore visibilità ha replicato: «Sono un imprenditore e il presidente del Grosseto calcio. Della visibilità della politica non ho bisogno. Sicuramente come consigliere provinciale voterò solo quello che ritengo giusto e non voterò quello che non ritengo tale, anche se dovesse mettere in crisi la maggioranza». Discorsi, come evidente, molto lontani dal calcio. E a Pisa si aspetta ancora.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
