Pagliari: non firmo per il pareggio
A. Scuglia-L. Vannozzi
Il tecnico del Pisa chiama i suoi uomini all'ultimo sforzo per la salvezza
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PISA. Alla vigilia della trasferta di Viareggio che potrebbe regalare la matematica salvezza al Pisa, Dino Pagliari si traveste da architetto, paragonando il percorso dei nerazzurri verso la permanenza in categoria alla costruzione di un edificio: «Adesso ci mancano soltanto il tetto e il comignolo. Quando li avremo fatti faremo ogni tipo di analisi a bocce ferme con molta più tranquillità e cognizione di causa». Il derby di domenica però non nasce sotto una buona stella, viste le squalifiche di Calori e Favasuli alle quali si aggiungono gli acciacchi di Gimmelli e Carparelli: «Per quanto riguarda i primi due ovviamente non possiamo farci niente, mentre per gli altri abbiamo ancora due giorni per valutare la situazione. Hanno due infortuni differenti, ma i medici stanno lavorando alla grande per rimetterli in sesto». Se entrambi i giocatori non dovessero recuperare in attacco verrebbe confermata la coppia di domenica formata da Guidone e Fanucchi; Bizzotto e Ton potrebbero rilevare i due difensori, mentre maggiori dubbi ci sono per la sostituzione dell'ex giocatore della Cavese, con Sereni, Pedro e Anania in ballo per una maglia. «Anania - dice il tecnico - da qualche settimana sta provando la posizione di esterno alto ed è in grado di ricoprirla senza problemi. Ma, come dico spesso, chiunque si metta a disposizione per ricoprire un ruolo io lo prendo in considerazione più che volentieri». Anche il Viareggio però avrà molte assenze, specialmente in mezzo al campo dove mancheranno Castiglia, Pizza e Kras, ma non per questo va preso sotto gamba: «Effettivamente loro sono in una situazione molto difficile di classifica, ma noi dobbiamo guardare in casa nostra, contare sulle nostre forze e giocare per conquistare quanto prima la salvezza per chiudere ogni discorso». Quindi è da scartare il fatto che il Pisa possa accontentarsi di un pareggio? «Da quando alleno non ho mai preparato una partita per pareggiarla, ma sempre per vincerla. Poi ovviamente le situazioni che si vengono a creare durante i 95 minuti ti possono anche portare ad accontentarti di un pareggio, ma è pericoloso farlo a priori. Dissi le stesse cose alla vigilia della trasferta di Cava dei Tirreni e le cose direi che sono andate più che bene». La sua squadra comunque ha raggiunto un livello importante tenendo un ritmo quasi da playoff: «A me interessava che la squadra facesse quello che fa ora e il secondo tempo di domenica è stata la dimostrazione che questi giocatori vogliono fortissimamente ottenere questo risultato». Allo stadio dei Pini non potranno andare i tifosi nerazzurri sprovvisti della tessera del tifoso, come giudica questo provvedimento? «Il calcio è uno sport popolare e se impedisci alla gente di vedere una partita quando vuole, tutto perde di significato. Ognuno deve essere libero di svegliarsi la domenica mattina e decidere di andare a vedersi la partita senza particolari complicazioni». Sulla stessa lunghezza d'onda del mister, come abbiamo anticipato ieri, ci sono la società e i tifosi (non solo i gruppi dlela Nord). Ha infatti vibratamente protestato il Centro coordinamento con una lettera dei dirigenti Massimo D'Andrea e Liana Bandini. E questa presa di posizione non era affatto scontata: infatti gli aderenti al Coordinamento (che con gli ultrà non c'entrano niente) la Tessera del tifoso ce l'hanno. La protesta è stata inviata ai questori di Lucca e Pisa, alle due società di calcio e al Ministero dell'Interno. «Noi non riusciamo a capire la logica di questo provvedimento - scrivono i tifosi pisani: - una persona residente a Lucca città ed anche a Livorno può acquistare i biglietti per la partita, noi no...», ricordando oltretutto l'amicizia fra le due tifoserie. La lettera del Coordinamento ha avuto un grosso impatto, essendo stata recepita e rilanciata dalla Fissc (la federazione di tutti i centri di coordinamento d'Italia).
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