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Pisa, prova di maturità col Benevento
A.Scuglia - F.Loi
All'Arena (ore 15) è di scena una vera corazzata: giallorossi candidati alla promozione
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PISA. «Questa partita viene a puntino per vedere a che punto siamo rispetto alle squadre costruite per vincere, come il Benevento: scopriremo così se potremo lottare per le prime 7-8 posizioni della classifica oppure se per il momento dovremo concentrarci su altro». In modo decisamente efficace Cuoghi presenta la gara di oggi all'Arena (ore 15). I giallorossi campani sono in effetti un avversario che fa diventare questa sfida una prova della verità riguardo alle ambizioni "consentite" al Pisa: possono i nerazzurri iscriversi alla corsa per i playoff? Quesito pesante, ma la partita con il Benevento giunge in coda ad un periodo importante e di risultati soddisfacenti. Cuoghi può disporre praticamente dell'intera rosa. La formazione di partenza sarà la sintesi delle forze migliori in questo periodo. Amoroso comincia per la prima volta dal fischio d'inizio. Resiste anche alla vigilia il dubbio su chi deve lasciargli il posto: Obodo o Favasuli. Quest'ultimo nell'amichevole infrasettimanale era stato provato da terzino sinistro, ma Gimmelli non perderà la maglia: sugli esterni il Benevento piazza giocatori con caratteristiche offensive. La valutazione è quindi tutta sulle caratteristiche dei centrocampisti: l'impiego di Obodo può forse lasciare maggiore libertà d'azione ad Amoroso, ma rinunciare a Favasuli è una scelta difficile. Il tecnico del Benevento, Cuttone, ha trascorso diverso tempo in questa settimana per studiare i nerazzurri al videotape. «Il Pisa sarà un bel banco di prova, ma noi dobbiamo e vogliamo continuare sulla strada intrapresa». I campani sono pieni di ex: da Pintori a Signorini, da Joelson a D'Anna, che però è sotto squalifica. A centrocampo rientra Grauso, ex Livorno. Basta multe... Parla l'avvocato Bottone, presidente del comitato Vecchio cuore nerazzurro: «E' vero, dovremmo fare in modo di non prendere multe. Ma i tifosi e le società dovrebbero fare fronte comune davanti alla Lega: non è possibile che un quarto degli incassi delle squadre posano andare via in multe subìte per dei cori, equiparate a quelle per atti di volenza, che sono invece cose molto più gravi».
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