Il presidio
Due buoni motivi per puntare sui giovani
G.F.
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PORTIERE. Ivan Lanni La società accresce il patrimonio tecnico incassando i contributi
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PISA. La politica societaria del Pisa è improntata al futuro, dunque sui giovani. Il massimo sforzo economico, a parte l'ingaggio di Amoroso, è stato fatto in questa direzione. Una scelta giusta, che paga. Non solo perché al termine della stagione il club potrà contare su una schiera di calciatori che saranno cresciuti e si saranno fatti le ossa, ma anche perché sfrutta bene gli "incentivi" messi a punto dalla Federcalcio. Abbiamo provato a fare due conti. E' una sorta di premio di allevamento che spetta alle società di Prima divisione in grado di mandare in campo, continuativamente, una serie di giovani. Il ritorno consiste in una quarantina di euro per ogni minuto disputato da ciascun giocatore, ma naturalmente non si tratta di benefici a pioggia, perché la Federazione ha fissato una serie di prescrizioni. In buona sostanza almeno due calciatori nati nel 1989 o in anni successivi devono essere presenti in 30 delle 34 partite di campionato. Le ultime quattro gare, che potrebbero risultare decisive per la promozione, i playoff o la retrocessione, ne sono esenti. A quel punto il beneficio scatta in relazione a tutti i giocatori nati nel 1987 o anni successivi fino a quel punto impiegati in partite di campionato. La presenza non deve essere inferiore ai 30 minuti per gara. Il Pisa ha il vantaggio di aver nella sua "rosa", insieme ad altri giovani, Lanni, Bizzotto e Ton (classe 1990), Scampini (1991) e Ilari (1989). E' dunque molto probabile che a fine stagione la società nerazzurra avrà la possibilità di accedere al premio della Federcalcio. Quanto incasserà il Pisa? E' presto per dirlo. Il presidente Carlo Battini ha fatto due conti e prevede un beneficio di 120-130mila euro. Ma è una stima al ribasso. Se quattro giocatori under dovessero essere sempre presenti al Pisa verrebbe un credito di 13.500 euro a partita. Forse non sarà sempre possibile, ma è probabile che si superino i 200mila euro. «La nostra - dice il presidente - è una scelta precisa, quella di far crescere i giovani nel nostro e nel loro interesse». Del resto questa è l'unica politica che garantisce un futuro. Senza lasciare niente di intentato, mettendo anzi le basi per un'ulteriore crescita. Battini, con il quale abbiamo parlato di questi conti economici, vede un'insidia molto pericolosa, al contrario, in alcuni atteggiamenti della tifoseria che finora - e siamo nella prima fase del campionato - sono già costati alla società circa 15mila euro di multa. Tanti, troppi - dice il n. 1 del Pisa - in una stagione in cui non dobbiamo sbagliare niente. Ma finora le cose, dopo un avvio in salita, stanno volgendo al meglio. Battini guarda al recupero di Amoroso e sotto sotto lavora anche per rinforzare la squadra, qualora si prospettassero altri scenari. Proprio l'altro ieri gli hanno sottoposto l'ingaggio di un centrocampista di valore e di categoria, che però è stato scartato: «Non fa per noi, in quel ruolo siamo già ben coperti». Piuttosto potrebbe interessare un attaccante. Si fa il nome di Taddei, in forza al Brescia. Un altro pisano, insieme ad Amoroso, che potrebbe gettare un orizzonte sulla cadetteria. Battini sorride: «Sarebbe il massimo, però bisogna rimanere con i piedi a terra. Certo, qualche discorso c'è stato, un pour parler en passant». E' la definizione del presidente di una squadra di calcio francese: «No, del presidente del Pisa. Orgoglioso di essere il presidente del Pisa».
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