Il Tirreno

Pisa

La Tessera non basta: solo 1080 posti

Antonio Scuglia

Provvedimento del prefetto, due pisani su tre non potranno andare al Porta Elisa

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 PISA. Una picconata, la prima in Italia, alla Tessera del tifoso: derby di Lucca ancora più "ristretto" per i sostenitori pisani. L'ingresso al Porta Elisa, in un primo momento consentito dal Casms ai soli possessori della Tessera del tifoso, sarà possibile in realtà per un numero ulteriormente ridotto di supporter nerazzurri. Infatti, dopo il provvedimento dell'Osservatorio per le manifestazioni sportive della scorsa settimana, ecco anche quello più restrittivo del prefetto di Lucca Maurizio Maccari.  Alla vendita dei biglietti permessa nella sola provincia di Lucca, si aggiunge ora, come da ordinanza prefettizia comunicata ieri alla Lucchese, una nuova limitazione: i pisani potranno comprare solo i tagliandi d'ingresso per il settore ospiti (Curva Sud). In pratica, se non si è residenti a Lucca e provincia, non basta avere la Tessera del tifoso e, quindi, godere della libertà di scegliere di acquistare un biglietto di tribuna o di gradinata: bisogna accettare di andare nel settore ospiti e riuscire a trovare posto.  Questo provvedimento del prefetto di Lucca, in effetti, riduce ad un terzo i posti a disposizione dei tifosi nerazzurri. Quelli in possesso di Tessera sono circa 2.900 (duecento in più rispettyo agli abbonamenti staccati dal club nerazzurro), ma il settore ospiti del Porta Elisa, secondo quella che è l'attuale ridotta capienza dell'impianto lucchese, può accogliere non più di 1.080 persone.  Insomma, il prefetto di Lucca ha ancor più ristretto le già ufficializzate limitazioni del ministero. E' una facoltà espressamente prevista dalla legge per le autorità di ordine pubblico locale. Ed è anche una decisione che qualcuno nei giorni scorsi aveva in qualche modo pronosticato. Certo che per il ritorno del derby del Foro non potrà esserci quella cornice di pubblico che si pensava.  In realtà, ragionando serenamente sui fatti, il prefetto di Lucca ha emesso un'ordinanza comprensibilissima: dati i difficili trascorsi fra le due tifoserie, mescolarle in tribuna e gradinata in nome della presunta "fratellanza da Tessera del tifoso" immaginata dal Governo sarebbe stato un rischio enorme per l'ordine pubblico.  Ma dal punto di vista "politico" la decisione del dottor Maccari è di fatto una sconfessione della filosofia dell'attuale normativa sulla Tessera del tifoso, assolutamente carente per alcuni aspetti. Anche quelli legati più strettamente alla gestione dell'ordine pubblico.  In molti hanno fatto notare, infatti, che è del tutto inutile negare ai "non tesserati" (considerati, in quanto tali, meno desiderabili) l'accesso al settore ospiti - dove comunque ci sono delle barriere strutturali a contenerne gli eventuali eccessi - per poi metterli invece fianco a fianco ai tifosi locali.  Il punto dolente della vicenda del prossimo derby (ma non se ne può fare sicuramente una colpa al prefetto di Lucca) è che la Tessera del tifoso è stata presentata dal Viminale come una specie di chiave magica che dà diritto ad assistere a tutte le partite, anche a quelle "pericolose".  Tanto che due settimane fa la Lega Pro, dato che il piccolo stadio dell'Atletico Roma non era agibile, ha addirittura rinviato la partita dei capitolini contro il Lanciano, a poche ore dal fischio d'inizio. Motivo: la necessità di tutelare i tifosi ospiti possessori di Tessera che, a causa delle "porte chiuse", non avrebbero potuto godersi la partita.  

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