Il Tirreno

Pisa

Pisa incerottato, ma non sotto choc

A.Scuglia - F.Loi
<b>LA SFIDA</b> A sinistra Obodo; sopra, Balzano e Carparelli
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LA SFIDA A sinistra Obodo; sopra, Balzano e Carparelli

La squadra torna al lavoro: niente drammi anche se l'ambiente è giù di tono

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 PISA. Tre partite, due punti, zero vittorie. Non è facile attutire il doppio salto di categoria. La buona volontà non basta. I nerazzurri lo hanno provato sulla loro pelle contro l'Atletico Roma: squadra più organizzata, più lineare nella gestione, con le pedine giuste al posto giusto. Per il Pisa sono tanti gli scalini ancora da montare, vediamo quelli più evidenti. Ieri sono arrivati molti commenti fra il depresso e l'imbufalito da parte dei tifosi, ma in casa nerazzurra nessuno fa drammi: una brutta partenza non fa piacere ma ci poteva anche stare. Ora però bisogna rialzare la testa.  Squadra nuova. Le capolista Atletico Roma e Lucchese sono entrambe neopromosse, ma con l'ossatura della passata stagione intatto e con un salto di "appena" una categoria. Per i nerazzurri il lavoro di adeguamento è per forza più lungo. Le intese sono tutte da trovare, così come la quadratura tattica da parte dell'allenatore. Uno come Favasuli non può trascorrere le domeniche passando da un ruolo all'altro. Poco anche il tempo a disposizione: tanti nuovi sono arrivati da pochi giorni.  Forma precaria. Conseguenza di tutto ciò, la preparazione atletica mostrata dalla squadra: il livello di forma è dissimile da giocatore a giocatore. Impossibile fare un paragone tra chi ha fatto la preparazione e coloro che sono arrivati a fine mercato. Ulteriore conseguenza qualche infortunio di troppo, compresi quelli di domenica, più frequenti quando la muscolatura non è rodata come si deve.  Carparelli-dipendente. In una squadra di Prima divisione può capitare più facilmente. Certo che l'eccessiva dipendenza da un giocatore, pur con il carisma e il valore di Carparelli, non può essere un vantaggio. Mosciaro, uno di quelli appena arrivati, a fine gara lo ha subito fatto presente. Il capitano potrebbe recuperare già per la gara di Terni, però è compito il tecnico iniziare a studiare vere soluzioni alternative.  Difesa da registrare. La retroguardia nerazzurra ha preso gol in tutte le partite di campionato sin qui disputate. Quelli di domenica scorsa sono arrivati per una disattenzione collettiva da calcio d'angolo e per una mancata intesa tra portiere e difensore; senza dimenticare che Lanni è stato uno dei migliori. In questa difesa deve ancora essere inserito Calori, uno degli acquisti dell'ultima ora. Ma ci sono elementi che stanno evidenziando più difficoltà del previsto, sia tra i giovani (Bizzotto) che tra i più esperti (Cossu). Questione di tempo, probabilmente, poi tutto si sistemerà. Audel, che domenica era in tribuna, resta da scoprire; e Ton ha iniziato la stagione tra un acciacco e l'altro. Forse avere dietro uno alto ed esperto, come Anselmi o Notari, avrebbe aiutato.

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