Il Tirreno

Pisa

Tante società tremano nonostante il caldo estivo. E quasi tutte sono “recidive”

Piove sempre sul bagnato

 Massimo Berutto
<b>COMANDANTE</b> Piero Camilli
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COMANDANTE Piero Camilli

Fallimenti ed esclusioni, solo a Rimini è la prima volta

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 PISA. «Se una squadra fallisce 2 volte in 15 anni un motivo ci sarà». Piero Camilli ripete spesso questo concetto, poco piacevole da ascoltare. ma vero. E purtroppo non vale solo per Pisa. C'è da riflettere se troppo spesso sono le stesse realtà ad essere costrette più volte a subire un drammatico declassamento.  Le recidive. Delle compagini già cancellate dai prossimi campionati "pro" quasi tutte sono almeno alla seconda esperienza. Mantova e Gallipoli addirittura calano un amaro tris: i virgiliani erano già stati depennati nel 1983 e nel 1994 (in un'estate triste anche sotto la Torre), mentre i leccesi uscirono dal calcio professionistico nel 1980 (dopo aver disputato il primo storico campionato di C2) e nel 1999 (esclusi dall'Eccellenza Pugliese), e adesso la stessa esperienza subito dopo aver assaporato la B. Il Perugia fallì nel 2005 con Gaucci, ripartì dalla C1 grazie al Lodo Petrucci, ed ora a distanza di 5 anni si è ritrovato nella stessa situazione sotto la presidenza Covarelli. L'Arezzo era scomparso nel 1993, quando addirittura venne escluso dalla C1 a stagione in corso, e poi ripartì dai dilettanti scalando le categorie insieme al tecnico Serse Cosmi. Nessun fallimento precedente invece per il Rimini, che in realtà anche quest'anno ha chiuso i battenti senza un vero e proprio crac finanziario.  I bis del 2009. Anche 12 mesi fa molte squadre concessero il bis quanto a cancellazioni. Oltre al Pisa, il Venezia (ripartito dalla C2 nel 2005), la Sambenedettese (estromessa nel 1994) e la Pistoiese (esclusa nel 1988 e poi tornata in C2 guidata da Giampiero Ventura). Anche il Treviso aveva già avuto problemi societari, cambiando società e denominazione in Interregionale al termine dell'annata 1992-93. Due anni fa toccò al Messina, già sparito nel 1993, nel 1997, e persino nel lontano 1941.  Le altre pericolanti. Anche fra le squadre che almeno momentaneamente non sono state ammesse ai rispettivi campionati ci sono diverse recidive. L'Ancona, che con l'Ascoli rischia di perdere la serie B, era già discesa dalla cadetteria alla C2 nel 2004, dopo la retrocessione dalla A durante la presidenza di Ermanno Pieroni. Nel 2005 ripartì dalla C1 la Salernitana, e adesso rischia di scendere più in basso. Già un fallimento a carico di Spal (nel 2005), Cavese (1991), Triestina (1994), Monopoli (1992), Pro Vercelli (7 scudetti, ma anche un crollo nel'90). Due le macchie per Potenza (1986, 1994), Viareggio (1994 e 2003), Pro Vasto (1981 e 1996) e Paganese (1990 e 1994).  Neopromosse in apprensione. Il Chieti, che si è appena riaffacciato fra i professionisti dopo il fallimento del 2006, è già di nuovo a rischio, ma a quanto pare per problemi di strutture, non per questioni di soldi. Simile la situazione di Gavorrano e Fondi.

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