Il Tirreno

Pisa

Il campionato è vinto, inizia il futuro

A.Scuglia - F.Loi
I nerazzurri festeggiano dopo un gol
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I nerazzurri festeggiano dopo un gol

Camilli: a giugno organizziamo tutto. Ma Battini vuole stringere i tempi

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 PISA. «Piero dovrà venire a Pisa, perchè dobbiamo firmare il bilancio». Le parole del presidente Carlo Battini rivelano qualcosa d'interessante a proposito della situazione in atto riguardante la società nerazzurra. Dopo la vittoria matematica del campionato ci si attendeva una ripartenza pressochè immediata nella programmazione della nuova stagione, anche per sfruttare il vantaggio temporale nei confronti degli avversari. Invece si è entrati in una fase di stallo, che dura ancora. Doveva esserci un faccia a faccia tra Camilli e Battini, i principali soci dell'Ac, che non c'è stato.  Quanto dice Battini, intervenuto al Nerazzurro di 50 Canale, contiene più sfumature. E rimarca la lontananza fisica di Camilli da Pisa. Il Comandante, che aveva scelto di non essere all'Arena in occasione del derby con il Pontedera che ha sancito il ritorno tra i professionisti, aveva subito dopo lanciati i suoi messaggi.  A cominciare dall'esigenza di attivare sinergie e collaborazioni in città per sostenere il progetto-Pisa che, visto che non dovrebbe essere cambiato, mira a riportare il club in serie B in tempi rapidi. Battini si dichiara già pronto a sedersi attorno ad un tavolo con i soci per impostare il campionato di seconda divisione. E spera, questo almeno si coglie dalle sue parole, che Camilli riesca a venire a Pisa quanto prima anche per gli adempimenti burocratici del bilancio.  Alle esternazioni presidenziali si abbinano quelle di Vincenzo Minguzzi all'altro Nerazzurro, quello di Granducato. Il direttore sportivo ha affermato, per quanto lo riguarda, di essere pronto e di avere già le idee chiare su come intervenire per l'adeguamento della squadra. Ma ha ammesso anche che nel frattempo non gli sono arrivati segnali. Nella situazione di Minguzzi si può ritrovare quella di Cuoghi. Lo scenario che se ne trae è appunto quello dello stallo.  Tutti ad aspettare le mosse di Camilli, quindi. Ma il Comandante in questa fase è molto impegnato, tra questioni politiche (sindaco di Grotte di Castro, consigliere provinciale a Viterbo) e calcistiche (il Grosseto è ancora in piena corsa per la serie A). Tuttavia Camilli ha anche una sicura consapevolezza degli impegni cui deve far fronte. «La programmazione? Certo che ci sto pensando, ma riparliamone a giugno», ci ha detto in una recente intervista. Nessuna fretta, per il Comandante. «La squadra si può costruire in pochissimo tempo, non ci sono problemi», aggiunse. Camilli finora ha parlato di questioni più alte rispetto alla squadra: ovvero dell'esigenza di avere una città più vicina, tra collaborazioni e sponsorizzazioni; e di mettere in piedi una struttura societaria più all'altezza di un campionato professionistico. Prima però occorre vedere cosa succede al Grosseto.  Le vecchie vicende del Pisa Calcio sono intanto sempre più al centro dell'attenzione a Perugia, dove l'udienza del club presieduto da Leonardo Covarelli è slittata al 18 maggio. Lo stesso Covarelli, parlando ai giornali umbri, ha detto di «aver messo a posto anche la questione con Pomponi», che era rimasto in prima fila tra i creditori. In realtà sembra che si tratti di una tregua, fino alla nuova udienza.

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