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La promessa di Cantoro: darò tutto

A.Scuglia-M. Berutto
L’argentino Lucas Cantoro al tiro
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L’argentino Lucas Cantoro al tiro

Riprende oggi il lavoro per i nerazzurri, con un allenamento pomeridiano all'Arena Garibaldi. Domani e lunedì mattina i giocatori saranno lasciati liberi, per ritrovarsi lunedì pomeriggio a Camp Darby; giovedì amichevole contro un avversario ancora da definire

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PISA. Riprende oggi il lavoro per i nerazzurri, con un allenamento pomeridiano all'Arena Garibaldi. Domani e lunedì mattina i giocatori saranno lasciati liberi, per ritrovarsi lunedì pomeriggio a Camp Darby; giovedì amichevole contro un avversario ancora da definire. Entro sabato 9 c'è tempo per tesserare i due giocatori in prova, entrambi provenienti dal Cecina: il portiere Cattenari e il terzino sinistro Gagliardi. L'ultimo giorno di mercato del 2009 intanto non ha portato novità, né in entrata né in uscita. Ma un "acquisto" importante può essere quello di Cantoro, inizialmente accantonato e ora titolarissimo.

Lucas, dove hai trascorso il Natale?
«Sono stato ad Isernia, la città di mia moglie».

Voi argentini non sentite la saudade come i brasiliani?
«Eccome. Quanto vorrei tornare in Argentina, ma non ha senso farlo per pochi giorni. In Italia sto bene, ma ho sempre voglia di andare nel mio Paese».

Il tuo 2009 è stato difficile ma è migliorato verso la fine...
«Non sono contento di come è andato l'inizio, ma preferisco che l'anno sia migliorato sul finire: così posso arrivare carico al 2010».

Ti sei fatto apprezzare per il tuo spirito di sacrificio a servizio della squadra: cosa pensi di poter dare in più nel nuovo anno?
«Io spero di continuare così. Devo allenarmi ancora tanto. Con Cuoghi sono cambiate molte cose: mi è tornata la voglia di giocare».

Il tandem tutto argentino con Chiesa si è cementato fuori dal campo e ora dà i suoi frutti anche nel rettangolo verde...
«Abitiamo vicini. Fuori dal campo siamo sempre insieme, ed ora anche in campo. Sono contento alla luce di quanto abbiamo passato. Giocando assieme ci conosciamo sempre di più».

Siete della stessa città: Buenos Aires. Vi conoscete fin da piccoli?
«Abbiamo giocato uno contro l'altro in Argentina, ma non ci conoscevamo di persona».

Nel 3-5-2 tu apri gli spazi e lui si inserisce con successo: quasi un'inversione di ruolo?
«Lui arriva più facilmente al tiro rispetto a me, che gioco spalle alla porta. Io cerco di fare sponda per chi si inserisce da dietro. Sono contento che Chiesa abbia realizzato 5 gol. Ha un buon tiro».

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