pisa sport
Battini-Videtta, destini che si sono incrociati
Andreas Quirici
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Giancarlo Abete, presidente della Federazione gioco calcioCarlo Battini e Michele Videtta. Fino a pochi giorni fa presidente e vicepresidente del Cuoiopelli-Cappiano Romaiano, oggi avversari nella corsa all'acquisto del Pisa, rispettivamente nelle cordate Cammilli e Copra. I loro destini calcistici hanno cominciato a incrociarsi due anni fa.
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SANTA CROCE. Carlo Battini e Michele Videtta. Fino a pochi giorni fa presidente e vicepresidente del Cuoiopelli-Cappiano Romaiano, oggi avversari nella corsa all'acquisto del Pisa, rispettivamente nelle cordate Cammilli e Copra. I loro destini calcistici hanno cominciato a incrociarsi due anni fa.
All'epoca Videtta entrò nella società biancorossazzurra e venne subito nominato co-presidente, insieme a Battini, che già ricopriva quella carica dal 2003, anno della fusione tra Cuoiopelli di Santa Croce e Cappiano Romaiano di Ponte a Cappiano.
Battini, espressione di una classe dirigente di calcio vecchio stampo, ha cominciato a respirare l'aria del pallone santacrocese fin dagli anni Sessanta. Proprietario di una ditta di trasporti a San Donato di San Miniato, Battini ha fatto parte di una cordata che ha rilevato la Cuoiopelli alla fine degli anni Sessanta, ricoprendo la carica di presidente fino alla fine degli Ottanta e tornando in auge nel 2003, anno della già citata fusione. Chi lo conosce lo descrive come un tipo tranquillo, genuino e trasparente, lontano da logiche di potere, tipiche delle società di calcio.
Videtta ha fatto il suo esordio nel calcio nel 2006, quando fu chiamato a far parte del Cuoiocap, affiancando Battini alla guida del sodalizio. Imprenditore edile con base a Empoli, ma d'origini salernitane, Videtta è stato alla pari di Battini fino al dicembre dell'anno scorso, quando il vertice del club venne ridisegnato con Battini presidente unico e, appunto, Videtta, fu nominato vicepresidente con delega al settore giovanile. La squadra, in quei giorni, aveva cominciato una parabola discendente in Seconda divisione. Poi una leggera risalita, i play out e la retrocessione per mano del Bellaria.
Con la prospettiva di un campionato in Serie D, l'uscita di scena del direttore sportivo Curzio Squarcini (che aveva portato a Santa Croce il titolo sportivo della C2 conquistato dal Ponte a Cappiano), il duo Battini-Videtta ha prima cambiato nome alla società (optando per Cuoio Valdarno), poi ha comunque dovuto abbandonare la nave per evidenti difficoltà nel mettere insieme risorse, sia economiche che umane.
All'epoca Videtta entrò nella società biancorossazzurra e venne subito nominato co-presidente, insieme a Battini, che già ricopriva quella carica dal 2003, anno della fusione tra Cuoiopelli di Santa Croce e Cappiano Romaiano di Ponte a Cappiano.
Battini, espressione di una classe dirigente di calcio vecchio stampo, ha cominciato a respirare l'aria del pallone santacrocese fin dagli anni Sessanta. Proprietario di una ditta di trasporti a San Donato di San Miniato, Battini ha fatto parte di una cordata che ha rilevato la Cuoiopelli alla fine degli anni Sessanta, ricoprendo la carica di presidente fino alla fine degli Ottanta e tornando in auge nel 2003, anno della già citata fusione. Chi lo conosce lo descrive come un tipo tranquillo, genuino e trasparente, lontano da logiche di potere, tipiche delle società di calcio.
Videtta ha fatto il suo esordio nel calcio nel 2006, quando fu chiamato a far parte del Cuoiocap, affiancando Battini alla guida del sodalizio. Imprenditore edile con base a Empoli, ma d'origini salernitane, Videtta è stato alla pari di Battini fino al dicembre dell'anno scorso, quando il vertice del club venne ridisegnato con Battini presidente unico e, appunto, Videtta, fu nominato vicepresidente con delega al settore giovanile. La squadra, in quei giorni, aveva cominciato una parabola discendente in Seconda divisione. Poi una leggera risalita, i play out e la retrocessione per mano del Bellaria.
Con la prospettiva di un campionato in Serie D, l'uscita di scena del direttore sportivo Curzio Squarcini (che aveva portato a Santa Croce il titolo sportivo della C2 conquistato dal Ponte a Cappiano), il duo Battini-Videtta ha prima cambiato nome alla società (optando per Cuoio Valdarno), poi ha comunque dovuto abbandonare la nave per evidenti difficoltà nel mettere insieme risorse, sia economiche che umane.
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