Meteo
Pisa
Ora per prendere il Pisa c'è la fila
◗
Sopra, Piero Camilli; a destra il sindaco FilippeschiI NERAZZURRI Il patron del Grosseto rompe gli indugi: il mio mister è Indiani. Secondini si presenta in Comune
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. La Copra stringe i tempi, un altro gruppo arriva all'improvviso e ancora da Piacenza (ne parliamo in questa stessa pagina) ma intanto arriva lo scatto di Piero Camilli: «Prendo il 100% della nuova società e porto Indiani come allenatore». Camilli si era avvicinato al Pisa con cautela, per capire. Ma dal momento in cui ha inviato al sindaco la sua manifestazione d'interesse ha cominciato a bruciare le tappe. La scelta già fatta del mister è un segnale chiaro.
La voce di Piero Camilli giunge direttamente dal mare di Sardegna. «Bisogna fare tutto velocemente», ammonisce subito il presidente del Grosseto senza attendere che gli venga posta la domanda precisa.
Allora è vero che ha deciso di fare il grande passo...
«E' il momento di concretizzare. Non possiamo più perdere tempo. Che il sindaco di Pisa mi cerchi (poi in serata lo stesso Camilli ha chiamato Filippeschi, ndr)».
Lei però torna solo la prossima settimana...
«Sì, martedì sarò di nuovo in Toscana. Prendo un appuntamento con il sindaco e nel giro di qualche giorno ci incontriamo».
Ma adesso come intende procedere?
«Per ora basta darci un ok informale. Così blocchiamo i giocatori. Siamo in ritardo. Bisogna recuperare».
Si dice che Battini ed Aringhieri possano essere i suoi primi soci...
«Intanto prenderei il 100% da solo. Poi con i soci ci aggiustiamo dopo».
Lei, come sempre, è molto diretto nel parlare...
«Le intenzioni sono chiare. Ho parlato anche con Paolo Indiani, che farebbe l'allenatore. Ma ora mi preme che si faccia tutto velocemente».
Camilli sembra attendere una sorta di via libera, ma ha voglia di concludere. Per questo ha usato la curiosa espressione «che mi chiami il sindaco». Inoltre l'aver dato già il nome dell'allenatore (con Umberto Aringhieri che avrebbe un ruolo dirigenziale) è una mossa per manifestare la concretezza dei suoi piani.
In serata lo stesso Camilli ha rotto gli indugi e ha telefonato a Filippeschi, che gli ha illustrato il quadro e le possibilità come ha sempre fatto con tutti gli interlocutori, specificando che è anche interesse dell'amministrazione comunale fare presto. Anche l'avvocato Andrea Bottone è esplicito: «Chi è interessato si muova immediatamente e con la massima chiarezza».
Ora si tratta soprattutto di chiarire con la Figc l'eventuale presenza contemporanea nel Pisa e nel Grosseto: a Pisa Camilli potrebbe delegare il figlio? Le norme (art. 16 bis delle Noif) tendono ad escludere questa possibilità, però l'interpretazione è ampia. Ma gli interessati devono chiarire questo punto prima di andare a compiere passi ufficiali.
A.Scuglia - F.Loi
La voce di Piero Camilli giunge direttamente dal mare di Sardegna. «Bisogna fare tutto velocemente», ammonisce subito il presidente del Grosseto senza attendere che gli venga posta la domanda precisa.
Allora è vero che ha deciso di fare il grande passo...
«E' il momento di concretizzare. Non possiamo più perdere tempo. Che il sindaco di Pisa mi cerchi (poi in serata lo stesso Camilli ha chiamato Filippeschi, ndr)».
Lei però torna solo la prossima settimana...
«Sì, martedì sarò di nuovo in Toscana. Prendo un appuntamento con il sindaco e nel giro di qualche giorno ci incontriamo».
Ma adesso come intende procedere?
«Per ora basta darci un ok informale. Così blocchiamo i giocatori. Siamo in ritardo. Bisogna recuperare».
Si dice che Battini ed Aringhieri possano essere i suoi primi soci...
«Intanto prenderei il 100% da solo. Poi con i soci ci aggiustiamo dopo».
Lei, come sempre, è molto diretto nel parlare...
«Le intenzioni sono chiare. Ho parlato anche con Paolo Indiani, che farebbe l'allenatore. Ma ora mi preme che si faccia tutto velocemente».
Camilli sembra attendere una sorta di via libera, ma ha voglia di concludere. Per questo ha usato la curiosa espressione «che mi chiami il sindaco». Inoltre l'aver dato già il nome dell'allenatore (con Umberto Aringhieri che avrebbe un ruolo dirigenziale) è una mossa per manifestare la concretezza dei suoi piani.
In serata lo stesso Camilli ha rotto gli indugi e ha telefonato a Filippeschi, che gli ha illustrato il quadro e le possibilità come ha sempre fatto con tutti gli interlocutori, specificando che è anche interesse dell'amministrazione comunale fare presto. Anche l'avvocato Andrea Bottone è esplicito: «Chi è interessato si muova immediatamente e con la massima chiarezza».
Ora si tratta soprattutto di chiarire con la Figc l'eventuale presenza contemporanea nel Pisa e nel Grosseto: a Pisa Camilli potrebbe delegare il figlio? Le norme (art. 16 bis delle Noif) tendono ad escludere questa possibilità, però l'interpretazione è ampia. Ma gli interessati devono chiarire questo punto prima di andare a compiere passi ufficiali.
A.Scuglia - F.Loi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
