Il Tirreno

Pisa

«Chi vuole il Pisa si faccia avanti»

A.Scuglia - F.Loi
«Chi vuole il Pisa si faccia avanti»

Pomponi porta la sede legale a Roma e si prepara a chiedere il concordato Se il tribunale dirà sì non ci sarà il fallimento. Va tutto bene, ma è giunto il momento di mettere tutte le carte sul tavolo. Basta perdite di tempo e soprattutto strategie.

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PISA. Il sindaco fa l'appello. Chi è interessato al nuovo Pisa, quello che sarà costituito giovedì davanti al consiglio comunale, lo deve dichiarare (per iscritto) e specificare in che modo intende farlo: come socio di maggioranza, come azionista minore o come sponsor. Va tutto bene, ma è giunto il momento di mettere tutte le carte sul tavolo. Basta perdite di tempo e soprattutto strategie.
Il Pisa è pronto a ripartire e vuole sapere, quanto prima, come e con chi farlo. La mossa del sindaco, come si dice, taglia la testa al toro. E costringe tutti a venire allo scoperto. Sia quelli che, come la Copra, finora non si sono nascosti. Sia gli altri soggetti che invece si sono divertiti a giocare a nascondino, lanciando vuoti messaggi trasversali e, magari, mettendo solo i bastoni tra le ruote a coloro che sono animati dalle migliori intenzioni.
Prime reazioni. Guido Molinaroli, general manager della Copra, conferma: «Noi ci siamo». Il gruppo piacentino scende in campo anche come socio di maggioranza. Secondo i primi sondaggi, dagli imprenditori pisani giungono segnali di disponibilità, ma non al ruolo di capofila. La famiglia Gentili-Mian e Bulgarella, che già si erano espressi, sono fuori dai giochi. E Piero Camilli cosa farà? «Con Filippeschi ci ho parlato due settimane fa, parlammo del calcio e del Pisa. E gli dissi: per sopravvivere nel calcio bisogna avere un progetto con 3-4 soci forti, altrimenti alla lunga ti scontri con realtà troppo più forti e fallisci». La risposta è indiretta ma chiara: il 51% non gli interessa. E intanto emerge la possibilità di un intervento della cooperativa Paim di Cascina.
La lettera. Ecco il testo della lettera che il sindaco, in accordo con i capigruppo consiliari, ha inviato a tutti coloro che hanno manifestato disponibilità ed interesse per le sorti del calcio a Pisa. «Dopo i contatti che abbiamo avuto con Lei e con altri imprenditori interessati a costruire un progetto sportivo per il calcio della città di Pisa, prima e dopo i tentativi di salvare la continuità sportiva con l'iscrizione della società Pisa Calcio al campionato di Prima Divisione, sono a chiederLe di esprimere in forma scritta ed ufficiale una manifestazione d'interesse in vista della costituzione a tempi molto brevi di una nuova società, promossa con l'impegno diretto dei rappresentanti dei cittadini nel Comune di Pisa, che chiederà l'affiliazione presso la Figc, proporrà istanza d'ammissione al campionato Interregionale e ricercherà il concorso di nuove capacità imprenditoriali alla proprietà e alla gestione della stessa società. Tale manifestazione d'interesse dovrà riguardare la disponibilità a partecipare in proprio o in relazione con altri soggetti alla proprietà della società, alla corresponsione della tassa d'ingresso dovuta alla Figc nei tempi prescritti, all'impostazione della programmazione degli adempimenti societari e sportivi preparatori della partecipazione al campionato e, infine, alla presentazione pubblica di un progetto sportivo compiuto. Pisa, dopo le sfortunate vicende sportive e societarie che hanno portato al declassamento della sua principale compagine calcistica, si aspetta- continua Filippeschi nella lettera - da tutti gli interessati un concorso serio e fattivo, di solida prospettiva, al suo rilancio sportivo, rispondente all'importanza che il calcio pisano ha nella vita della città e a quanto ha rappresentato storicamente e rappresenta oggi nella vicenda del calcio nazionale. Certo della Sua attenzione, i miei saluti più cordiali».
Concordato per Pomponi. L'ufficialità arriverà oggi o domani, ma il presidente del Pisa Calcio lo già già riferito ai suoi collaboratori: è al lavoro per evitare il fallimento della società. Tramite uno studio della capitale, Luca Pomponi trasferirà a Roma la sede legale del Pisa Calcio, che trasformerà da Spa in Srl e chiederà al tribunale di Roma di aprire la procedura per il concordato preventivo (articoli 160 e seguenti della legge fallimentare del 1942, riformati nel 2005), offrendo a tutti i fornitori e creditori vari una cifra superiore ai minimi di legge che corrispondono al 40% (sembra possa offrire il 50% o il 60%). Si tratterebbe di un'operazione da 4-5 milioni di euro: la massa debitoria supera infatti i 12 milioni, ma ci sarebbero anche crediti per 4,5 milioni. In tutta questa operazione non è ancora chiaro se e quale ruolo avrà l'ex presidente ed ex proprietario del Pisa Leonardo Covarelli, oggi al Perugia: all'atto del suo insediamento al Pisa, un anno fa, Pomponi affermò di essersi cautelato proprio nei confronti del venditore con un documento che trasferiva allo stesso Covarelli i debiti presenti al 30 giugno 2008. Pomponi ieri ha anche reso noto di aver citato per danni un quotidiano che lo aveva definito "porchettaro", confondendolo con un omonimo che ha un'azienda del settore nella provincia di Roma.
Il nome Pisa 1909. Può darsi che la nuova società "transitoria" che nascerà giovedì pomeriggio, dopo il rogito dal notaio Nicola Mancioppi e la "benedizione" del consiglio comunale, non si chiamerà Pisa 1909 perchè questo nome sarebbe implicitamente parte del marchio del Pisa Sporting Club 1909 già esistente. Ma nomi possibili ce ne sono tanti (evitando il "Città di Pisa" che, come suggerisce il lettore calcesano Ferruccio Bertolini, sarebbe riduttivo per la provincia). Qualche esempio? Sporting Pisa, Pisa 09 o 2009, Pisa FC, Repubblica di Pisa, Aquila Pisa... Tanto, sempre Pisa lo chiameremo.
Bottone e tifosi. L'avvocato Andrea Bottone, garante del comitato Salviamoc1, parla anche a nome dei tifosi: «Saluto con estremo favore l'iniziativa del sindaco e dei capigruppo, volta alla trasparenza e alla chiarezza, in maniera tale da assicurare visibilità e serietà degli eventuali interessati».

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