Pisa
Momento di stallo:nessuno fa la corsaper comprare il Pisa
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Guido Molinaroli della CopraL'individuazione del socio forte incontra ostacoli Il sindaco ha fatto il punto coi capigruppo in consiglio
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PISA. Chi compra il nuovo Pisa, quello che ora si chiama Associazione Sportiva Dilettantistica e forse dopo Città di Pisa 2009? Lo decida la città. E' questo il messaggio che sembra uscire da Palazzo Gambacorti. L'individuazione del socio forte sta incontrando qualche ostacolo. Perlomeno non è così automatica come si pensava. Eppure sembrava tutto semplice, anzi che potesse esserci la fila per il Pisa senza più debiti.
Invece il no, motivato, della famiglia Gentili-Mian ha aperto scenari d'incertezza. A Grosseto sono convinti che Piero Camilli non abbia ancora mollato del tutto la presa, però a Pisa non risultano contatti recenti. Sulla Copra è caduta come una mannaia la storia della sentenza di primo grado sulle sponsorizzazioni, frenando quella che aveva tutte le sembianze della candidatura vincente: una multinazionale già presente a Pisa con due sedi, successi nello sport (anche se non nel calcio), la percezione dell'importanza della piazza e dell'immagine della Torre tale da costruire una sinergia di vittorie imprenditoriali e pallonare. La Copra guarda sempre con attenzione alle prospettive nerazzurre, ma non è certo costretta a fare l'operazione nuovo Pisa; in pratica, se proprio non ci volete, restiamo dove siamo.
E allora cosa fare? Per lunedì è fissato dal notaio l'appuntamento per costituire la nuova società, la Srl del sindaco che dovrà chiedere l'ammissione al campionato di serie D e lanciarsi in uno scoperto bancario di 300mila euro per le spese di iscrizione. Tutte mosse che, nei piani iniziali, erano previste con la certezza già acquisita del socio forte cui passare la Srl, da trasformare poi in Spa aprendola ai soci di minoranza (imprenditori locali e tifoseria).
Di fronte ai molti punti interrogativi il sindaco Filippeschi ha spiegato ieri la situazione ai capigruppo in consiglio comunale, dunque alle forze di maggioranza e di opposizione. Una sorta di sondaggio per capire chi è per chi. La discesa in campo della famiglia Gentili-Mian avrebbe tagliato la testa al toro. Così invece si discute della Copra e delle cooperative rosse, anche se le 18 aziende che fanno parte del colosso come affiliazione sono divise tra Lega Coop, la bianca Confcooperative, l'associazione industriale di Piacenza. E Guido Molinaroli, il discusso general manager, è un simpatizzante della Lega Nord. Camilli? Sindaco di Grotte di Castro (Viterbo) a capo di una lista civica appoggiata dal centrodestra. E via discorrendo. Le consultazioni proseguono con tutti gli imprenditori che hanno sostenuto il Pisa nella fase di Salviamoc1 e con quelli storicamente più vicini ai colori nerazzurri, insomma da Bottai a Bulgarella. Ma risposte non ne arrivano. Un conto è dare un contributo, un altro gestire in prima persona.
La città sfoglia la margherita senza arrivare al responso dato per facile. I gruppi della Nord, che ieri sera hanno fatto il punto con l'amministrazione, intervengono con un comunicato: «Ringraziamo tutti coloro che avevano reso possibile il raggiungimento della somma di 2 milioni e 300mila euro che doveva garantire l'iscrizione e che è stata resa vana dall'incredibile serie di debiti e di titoli brasiliani senza valore che il Pisa Calcio "vantava". Ringraziamo tutti per lo sforzo fatto, dalla signora Gentili al semplice tifoso che ha fatto l'abbonamento. Ricordiamo che è possibile riprendere già da ora i soldi versati presentandosi con la ricevuta del versamento in banca e al Pisa Point. Ora siamo vigili e stiamo continuando a fare la nostra parte e ci auguriamo che senza debiti da pagare possa finalmente tornare a Pisa qualcuno economicamente solido che possa assicurare alla squadra la giusta risalita che la città e la tifoseria meritano dopo questi mesi disastrosi».
Invece il no, motivato, della famiglia Gentili-Mian ha aperto scenari d'incertezza. A Grosseto sono convinti che Piero Camilli non abbia ancora mollato del tutto la presa, però a Pisa non risultano contatti recenti. Sulla Copra è caduta come una mannaia la storia della sentenza di primo grado sulle sponsorizzazioni, frenando quella che aveva tutte le sembianze della candidatura vincente: una multinazionale già presente a Pisa con due sedi, successi nello sport (anche se non nel calcio), la percezione dell'importanza della piazza e dell'immagine della Torre tale da costruire una sinergia di vittorie imprenditoriali e pallonare. La Copra guarda sempre con attenzione alle prospettive nerazzurre, ma non è certo costretta a fare l'operazione nuovo Pisa; in pratica, se proprio non ci volete, restiamo dove siamo.
E allora cosa fare? Per lunedì è fissato dal notaio l'appuntamento per costituire la nuova società, la Srl del sindaco che dovrà chiedere l'ammissione al campionato di serie D e lanciarsi in uno scoperto bancario di 300mila euro per le spese di iscrizione. Tutte mosse che, nei piani iniziali, erano previste con la certezza già acquisita del socio forte cui passare la Srl, da trasformare poi in Spa aprendola ai soci di minoranza (imprenditori locali e tifoseria).
Di fronte ai molti punti interrogativi il sindaco Filippeschi ha spiegato ieri la situazione ai capigruppo in consiglio comunale, dunque alle forze di maggioranza e di opposizione. Una sorta di sondaggio per capire chi è per chi. La discesa in campo della famiglia Gentili-Mian avrebbe tagliato la testa al toro. Così invece si discute della Copra e delle cooperative rosse, anche se le 18 aziende che fanno parte del colosso come affiliazione sono divise tra Lega Coop, la bianca Confcooperative, l'associazione industriale di Piacenza. E Guido Molinaroli, il discusso general manager, è un simpatizzante della Lega Nord. Camilli? Sindaco di Grotte di Castro (Viterbo) a capo di una lista civica appoggiata dal centrodestra. E via discorrendo. Le consultazioni proseguono con tutti gli imprenditori che hanno sostenuto il Pisa nella fase di Salviamoc1 e con quelli storicamente più vicini ai colori nerazzurri, insomma da Bottai a Bulgarella. Ma risposte non ne arrivano. Un conto è dare un contributo, un altro gestire in prima persona.
La città sfoglia la margherita senza arrivare al responso dato per facile. I gruppi della Nord, che ieri sera hanno fatto il punto con l'amministrazione, intervengono con un comunicato: «Ringraziamo tutti coloro che avevano reso possibile il raggiungimento della somma di 2 milioni e 300mila euro che doveva garantire l'iscrizione e che è stata resa vana dall'incredibile serie di debiti e di titoli brasiliani senza valore che il Pisa Calcio "vantava". Ringraziamo tutti per lo sforzo fatto, dalla signora Gentili al semplice tifoso che ha fatto l'abbonamento. Ricordiamo che è possibile riprendere già da ora i soldi versati presentandosi con la ricevuta del versamento in banca e al Pisa Point. Ora siamo vigili e stiamo continuando a fare la nostra parte e ci auguriamo che senza debiti da pagare possa finalmente tornare a Pisa qualcuno economicamente solido che possa assicurare alla squadra la giusta risalita che la città e la tifoseria meritano dopo questi mesi disastrosi».
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