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Gabriella Gentili: fare pulizia

Massimo Berutto
Gabriella Gentili e i tifosi davanti casa
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Gabriella Gentili e i tifosi davanti casa

La delusione di un'intera città si condensa nelle parole della signora Gabriella Gentili, che con un filo di voce e tanta gentilezza ci risponde anche se la disturbiamo all'ora di cena. Nel momento più difficile «da ultrà» (come lei stessa ama definirsi) era tornata in prima linea per il Pisa Calcio, alimentando il sogno della tifoseria con un ingente contributo (generosamente incrementato nelle ultime ore). E la città si era stretta intorno all'ex proprietaria della squadra e al figlio Maurizio, ricostruendo quell'unità di intenti che forse era mancata in anni passati. Purtroppo la favola si è chiusa bruscamente quando già era pronto il lieto fine.

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PISA. La delusione di un'intera città si condensa nelle parole della signora Gabriella Gentili, che con un filo di voce e tanta gentilezza ci risponde anche se la disturbiamo all'ora di cena. Nel momento più difficile «da ultrà» (come lei stessa ama definirsi) era tornata in prima linea per il Pisa Calcio, alimentando il sogno della tifoseria con un ingente contributo (generosamente incrementato nelle ultime ore). E la città si era stretta intorno all'ex proprietaria della squadra e al figlio Maurizio, ricostruendo quell'unità di intenti che forse era mancata in anni passati. Purtroppo la favola si è chiusa bruscamente quando già era pronto il lieto fine.

Signora, cosa possiamo dire in questo momento?
«Sono veramente avvilita ed allibita. Non avevo neppure temuto che potesse accadere qualcosa del genere. Non posso dire altro. Non riesco a capire come si è potuto arrivare a questo punto».

Lei aveva aumentato il suo sforzo economico e la quota 2,3 milioni era stata raggiunta....
«Ormai è finita. Peccato. Era un sogno. I ragazzi di Pisa si meritavano di realizzarlo, non di arrivare a questo punto. Ora bisogna che sia lavato lo sporco che si era incrostato, e ripulire tutto. Non so come possano esistere certe cose. Non ci sono coloro che controllano? Magari rompono le scatole per qualcosa di lieve e non si accorgono di tutto questo? Ci sono rimasta veramente male. La città non si meritava tutto questo».

Si era creata una sinergia di un'intera città: un'unità che adesso non deve essere dispersa...
«E' stata una cosa tanto faticosa. Ringrazio il sindaco. Per la prima volta ho trovato un politico che si è occupato così tanto di un problema. Non solo il sindaco, ma tutte le forze del Comune, che non potevano fare di più. Degli imprenditori non si può dire altrettanto».

Ora da dove e da cosa possiamo ripartire?
«Per fortuna ci sono i giovani, che devono ripulire tutto e mantenerlo pulito. Il calcio è marcio. E' difficile mantenerlo pulito, ma i giovani devono riuscirci. Dobbiamo offrire loro un mondo migliore di quello che è stato dato a noi. Adesso c'è la delusione dei tifosi. Ora ci vuole coraggio. Quando succedono certe cose bisogna ripartire».

Pisa ha già dovuto subire lo smacco del fallimento 15 anni fa, e lei l'avrà vissuto da tifosa...
«Io sono ultrà fin da bambina. Sono rimasta lontana dall'Arena per 33 anni, perchè non ero d'accordo con alcune vedute di Romeo. Poi è venuto il momento della presidenza, bello da un certo punto di vista e brutto dall'altro. Non abbiamo potuto far bene, non ci hanno fatto star bene. Abbiamo subìto una guerra feroce, che ci ha costretto a cambiare allenatori che non dovevano essere sostituiti. I tifosi ci venivano mandati contro. Così non si poteva andare avanti. Un ambiente avvelenato. Ho preferito lasciare, rimanendo in amicizia con tutta la città. Io non riprenderei più la società. Bisognerebbe ripulire l'ambiente anche da alcuni media. Ci vorrebbe serenità per i giocatori».

Quest'anno però certi calciatori...
«Sono stati "infedeli". Ma ora speriamo che tutto ricominci pulito».

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