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Verso il crac, il video e le carteIl sindaco: 'Scopriamo un abisso'

Verso il crac, il video e le carteIl sindaco: 'Scopriamo un abisso'

Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, in prima linea per il salvataggio della società sorpreso di fronte alla realtà dei fatti: non servono 2,2 milioni ma il doppio. La fideiussione di 100mila euro di Pomponi (foto) alla Covisoc è di una banca estera e la commissione non lo accetta

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La situazione economica e patrimoniale del Pisa è così critica da non far sperare che il presidente Luca Pomponi possa rimediare nelle prossime 36 ore. Il Pisa va verso il fallimento. E' il concetto espresso dal sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, durante un incontro con i giornalisti, in cui ha praticamente annunciato che il club nerazzurro è destinato a scomparire dal calcio professionistico.  

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Filippeschi, in prima linea per il salvataggio della società sorpreso di fronte alla realtà dei fatti. Il Pisa è sul baratro, i conti non tornano, la passata gestione finanziaria ha lasciato un buco ancora più grande da colmare. Ora che il coperchio sui bilanci è stato sollevato, si scopre - e lo stesso Filippeschi lo scopre oggi -  che la cifra necessaria all'iscrizione ai campionati non è di 2,2 milioni ma il doppio. Appena saputo com'è che stanno le cose, convoca la conferenza stampa. Il Pisa a quantop pare morirà.

«Nonostante proprio questo pomeriggio, vista la disponibilità della ex presidentessa Maria Gabriella Gentili, avessimo praticamente trovato i soldi necessari all'iscizione al campionato di Prima Divisione, una telefonata - ha detto Filippeschi - ricevuta dal segretario della Covisoc mi ha fatto cadere in un abisso. I soldi dal trovare entro sabato sono 7.7 milioni e non 2.3 come ci aveva fatto creder Pomponi. Questo per i versamenti Irpet non compiuti e per altre mancate coperture finanziarie».

IL DOCUMENTO DELLA COVISOC

La fideiussione di 100mila euro presentata dal presidente Pomponi alla Covisoc nel giugno scorso per le procedure di iscrizione al futuro campionato, "non è stata accetta dalla Commissione di vigilanza sulle società di calcio perché garantita da una banca estera". Il sindaco ha aggiunto: «La cosa più grave è che tutta questa situazione è stata esposta in una lettera di contestazione inviata ieri al Pisa dalla Covisoc e di cui sono stato messo a conoscenza solo nel pomeriggio».

IL BILANCIO PUBBLICATO IL 30/6


Lo stato effettivo dei bilanci dunque è stato taciuto al sindaco, che nel frattempo si stava impegnando a cercare il capitale necessario per assicurare la sopravvivenza del Pisa calcio. Ma adesso che il tappeto sotto cui si nascondevano i conti è stato sollevato, siamo in caduta libera. Se Pomponi non risolverà la situazione il Pisa arriverà al fallimento e potrà ripartire dalla serie D e potrebbe avere al timone ancora una volta la famiglia Gentili-Mian. Un' altra ipotesi è rappresentata dalla Copra di Piacenza.

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