Il Tirreno

Pisa

La crisi dei nerazzurri. Centinaia di tifosi all’incontro nella casa di via Croce

Gabriella Gentili apre le porte:io ci sto, ma prima tocca agli altri

F.Loi - M.Berutto
Un momento della manifestazione davanti a casa di Gabriella Gentili in via Croce
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Un momento della manifestazione davanti a casa di Gabriella Gentili in via Croce

Si tratta di un appello in piena regola rivolto agli imprenditori locali

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PISA. Tutta la passione e la paura di Pisa sportiva, in un pomeriggio assolato, di fronte al portone di casa Gentili, in via Croce. «Gabriella, salva il Pisa», il messaggio netto dei tifosi nerazzurri. E quel portone si è aperto davvero. Per un contatto con la gente, ma non solo.
A manifestazione conclusa, la signora Gentili ha fatto sapere di «essere disposta a dare una mano al Pisa, ma che prima dovranno essere gli altri imprenditori pisani a dare un aiuto concreto» alla causa nerazzurra. Insomma, qualcosa si muove. Ma serve altro per innescare finalmente quell'effetto domino positivo che tutti auspicano e che può tirare fuori il Pisa da guai. Gli imprenditori più i tifosi che devono fare la corsa agli abbonamenti. E' questa la risposta della città che deve arrivare.
Circa cinquecento i tifosi che nell'arco di mezzora si sono ammassati di fronte all'abitazione della famiglia Gentili-Mian per dimostrare il proprio affetto a chi ha già dato molto alla causa nerazzurra e, nelle speranze di tutti, potrebbe offrire ancora qualcosa, di decisivo, nel momento più drammatico del calcio pisano da 15 anni a questa parte. L'appuntamento delle ore 18 di ieri non è stato disertato, anzi.
Cori di entusiasmo per la signora Gentili e per il figlio Maurizio Mian (che ieri non era presente all'incontro), come non si sentivano ormai da anni. Un tributo meritato, forse tardivo, ma sicuramente sentito da una città che ora ha capito l'importanza di avere a proprio fianco una proprietà solida ed innamorata dei colori nerazzurri.
La gente inizia ad affollarsi ai lati di via Croce quando da pochissimo il sindaco Filippeschi ha terminato il suo colloquio privato con la signora Gentili. Entrano ed escono Aurelio Pellegrini e Roberto Tonini, ma ancora non giungono notizie sull'esito dell'incontro. Appena si apre la porta partono i cori ed i tifosi si accalcano anche a costo di interrompere il traffico per qualche secondo.
I sostenitori sono accolti all'interno della casa. Qualcuno riesce ad avvicinarsi alla signora, che stringe mani, ringrazia e sorride emozionata ricevendo un primo striscione: "Gentili Mian, Pisa è tutta con voi". Ad un certo punto si decide di far uscire la signora, per permettere a tutti di vederla. Le vengono mostrati altri due striscioni: «Cuori di Pisa», «Ultimi baluardi», così vengono definiti Mian e sua madre. Tifosi di tutte le età cantano a squarciagola, alla ricerca di quel "sì" che potrebbe rimettere in moto il calcio pisano.
Davanti alla gente la signora Gentili dice: «Vi ringrazio tutti. Spero succeda un miracolo». La porta si richiude e la piccola folla si separa in piccoli gruppetti a commentare quelle poche parole strappate. La manifestazione ha aperto un varco. Ora Pisa deve aiutare se stessa e fare quel miracolo.

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