Pomponi: pronti i primi 740mila euro
Le vicende del Pisa.
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PISA. A seguire le vicende del Pisa di questi tempi si rischia l'infarto e a volte la depressione, ma di certo non ci si annoia. Qualcosa si muove: basterà per evitare il tracollo? «Ho versato i 121mila euro necessari per la domanda di iscrizione, - ha detto ieri sera il presidente Pomponi, - e nei prossimi giorni verserò i 740mila relativi ad Enpals e contributi vari». Ieri Pomponi era a Pisa: è andato per la prima volta a trovare la signora Gentili, provando a riallacciare qualche forma di trattativa per un intervento amichevole della Gunther Holding (top secret l'esito dell'incontro) e ha tenuto una lunga riunione operativa con i soci e collaboratori Sbrana, Taccola e il segretario del Pisa Bruno Sabatini (oggi fra l'altro si va alle buste per le comproprietà di Ciotola, Pisano e Lorello).
Oggi intanto ci sarà un nuovo colloquio telefonico fra Andrea Bottone, Cesare cava e i vertici della Copra, che hanno destato un'ottima impressione nei due professionisti pisani. L'azienda sarebbe disponibile, a quanto pare, anche ad entrare con una quota di maggioranza e lasciare il 49% a una serie di soci pisani. Oggi scioglierà la riserva. Una curiosità: la sede toscana della cooperativa è proprio a Pisa.
Martedì poi ci sarà un incontro con un ulteriore gruppo che ha chiesto notizie sul Pisa Calcio.
Attivissimo il gruppo presentato da Lamberto Piovanelli, che ha chiesto al sindaco di concretizzare l'impegno verso le banche per il prestito necessario, dietro le necessarie garanzie, a rilevare subito il Pisa e iscriverlo al campionato. Oggi era previsto l'arrivo di Lucio Losole in città, ma l'imprenditore romano avrebbe avuto un impedimento momentaneo. La posizione di Covarelli nell'operazione è stata chiarita dallo stesso ex presidente del Pisa: consulenza tecnica e collaborazione (Losole non è un uomo di calcio) con lo staff guidato da Piovanelli, ma nessun intervento diretto. «Questa - ha spiegato ieri Piovanelli - è l'unica cordata che ha la possibilità di intervenire subito e salvare il Pisa, se nessuno metterà i bastoni fra le ruote».
E la raccolta di fondi a Pisa? Ieri Andrea Bottone ha spiegato, in qualità di garante dell'operazione: «Abbiamo superato 100mila euro di abbonamenti ma bisogna fare uno sforzo maggiore e più intenso. Servono 2,7 milioni. E' determinante che il presidente Pomponi confermi la sussistenza dei suoi 1,3 milioni di euro e li versi per l'iscrizione, dopo di che si organizzerà, subito, un tavolo di lavoro con sindaco, imprenditori e tifosi per trovare una cifra uguale. Deve iniziare Pomponi: lui è il presidente, a lui spetta l'iscrizione».
La tifoseria organizzata è netta nelle sue pressanti richieste: «Pretendiamo adesso il rispetto degli impegni che Pomponi aveva già garantito, per ora solo a parole, con l'immediato bonifico della metà della somma necessaria per l'iscrizione. Allo stesso momento ci facciamo promotori della raccolta immediata tifoso per tifoso, come già è in atto, invitando ancora una volta tutti i tifosi a sottoscrivere l'abbonamento, ma sopratutto imprenditore per imprenditore così da raggiungere la cifra mancante per l'iscrizione. Questa raccolta deve partire proprio dallo stesso Maurizio Mian che non può scappare dalle proprie responsabiltà perché, almeno una mano, l'aveva pubblicamente promessa. Noi adesso non vogliamo entrare nel merito delle motivazioni del fallimento della trattativa Pomponi-Mian, ma lo invitiamo caldamente a dare comunque una mano a questo Pisa che è ad un passo dal fallimento. Non può adesso rimangiarsi tutto voltando le spalle al Pisa. Magari se questa raccolta comincia a metterla su Mian, altri imprenditori, che per ora si stanno nascondendo, potrebbero (e dovrebbero) seguirlo. Basta scherzi, vogliamo fatti immediati."
Chiudiamo con una nota dell'avvocato Fabio Menichetti, legale della famiglia Gentili-Mian e al quale sono state attribuite da qualche parte circostanze non veritiere: «Ritengo di soprassedere da qualsiasi replica, essendo si assoluta importanza la vittoria della partita che il Pisa ha in corso per l'iscrizione al campionato di Prima divisione. Mi riservo di intervenire nei modi e nei tempi più opportuni dopo l'11 luglio». Per Menichetti ieri sono state spese parole di grande stima da Mian e Bottone.
A. Scuglia-F. Loi
Oggi intanto ci sarà un nuovo colloquio telefonico fra Andrea Bottone, Cesare cava e i vertici della Copra, che hanno destato un'ottima impressione nei due professionisti pisani. L'azienda sarebbe disponibile, a quanto pare, anche ad entrare con una quota di maggioranza e lasciare il 49% a una serie di soci pisani. Oggi scioglierà la riserva. Una curiosità: la sede toscana della cooperativa è proprio a Pisa.
Martedì poi ci sarà un incontro con un ulteriore gruppo che ha chiesto notizie sul Pisa Calcio.
Attivissimo il gruppo presentato da Lamberto Piovanelli, che ha chiesto al sindaco di concretizzare l'impegno verso le banche per il prestito necessario, dietro le necessarie garanzie, a rilevare subito il Pisa e iscriverlo al campionato. Oggi era previsto l'arrivo di Lucio Losole in città, ma l'imprenditore romano avrebbe avuto un impedimento momentaneo. La posizione di Covarelli nell'operazione è stata chiarita dallo stesso ex presidente del Pisa: consulenza tecnica e collaborazione (Losole non è un uomo di calcio) con lo staff guidato da Piovanelli, ma nessun intervento diretto. «Questa - ha spiegato ieri Piovanelli - è l'unica cordata che ha la possibilità di intervenire subito e salvare il Pisa, se nessuno metterà i bastoni fra le ruote».
E la raccolta di fondi a Pisa? Ieri Andrea Bottone ha spiegato, in qualità di garante dell'operazione: «Abbiamo superato 100mila euro di abbonamenti ma bisogna fare uno sforzo maggiore e più intenso. Servono 2,7 milioni. E' determinante che il presidente Pomponi confermi la sussistenza dei suoi 1,3 milioni di euro e li versi per l'iscrizione, dopo di che si organizzerà, subito, un tavolo di lavoro con sindaco, imprenditori e tifosi per trovare una cifra uguale. Deve iniziare Pomponi: lui è il presidente, a lui spetta l'iscrizione».
La tifoseria organizzata è netta nelle sue pressanti richieste: «Pretendiamo adesso il rispetto degli impegni che Pomponi aveva già garantito, per ora solo a parole, con l'immediato bonifico della metà della somma necessaria per l'iscrizione. Allo stesso momento ci facciamo promotori della raccolta immediata tifoso per tifoso, come già è in atto, invitando ancora una volta tutti i tifosi a sottoscrivere l'abbonamento, ma sopratutto imprenditore per imprenditore così da raggiungere la cifra mancante per l'iscrizione. Questa raccolta deve partire proprio dallo stesso Maurizio Mian che non può scappare dalle proprie responsabiltà perché, almeno una mano, l'aveva pubblicamente promessa. Noi adesso non vogliamo entrare nel merito delle motivazioni del fallimento della trattativa Pomponi-Mian, ma lo invitiamo caldamente a dare comunque una mano a questo Pisa che è ad un passo dal fallimento. Non può adesso rimangiarsi tutto voltando le spalle al Pisa. Magari se questa raccolta comincia a metterla su Mian, altri imprenditori, che per ora si stanno nascondendo, potrebbero (e dovrebbero) seguirlo. Basta scherzi, vogliamo fatti immediati."
Chiudiamo con una nota dell'avvocato Fabio Menichetti, legale della famiglia Gentili-Mian e al quale sono state attribuite da qualche parte circostanze non veritiere: «Ritengo di soprassedere da qualsiasi replica, essendo si assoluta importanza la vittoria della partita che il Pisa ha in corso per l'iscrizione al campionato di Prima divisione. Mi riservo di intervenire nei modi e nei tempi più opportuni dopo l'11 luglio». Per Menichetti ieri sono state spese parole di grande stima da Mian e Bottone.
A. Scuglia-F. Loi
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