La tragedia
Pisa, scuole ancora occupate dagli studenti: «Danni per 60-70 mila euro» – E la situazione potrebbe peggiorare
La situazione più critica è quella all’istituto Santoni: i danni stimati stanno tra i 30 e i 35mila euro, ma sono destinati a salire con il prolungamento della mobilitazione degli studenti
PISA. Danni che si aggirano tra i 60 e i 70mila euro. È la prima stima che gli uffici della Provincia hanno stilato per le occupazioni che si sono susseguite negli ultimi giorni all’interno di alcune scuole superiori della città e che - almeno in parte - sono ancora in corso. Un punto, quest’ultimo, che molto probabilmente porterà il bilancio delle cifre necessarie per il ripristino a salire ancora.
La situazione più critica
La situazione più critica è quella all’istituto Santoni: «La scuola resta occupata - spiega il presidente della Provincia Massimiliano Angori - e anzi oggi (ieri per chi legge, ndr) è stata occupata un’altra parte dell’edificio. Qui sono stati rotti due vetri delle porte e danneggiati i gradini delle scale interne, con il distacco di parti del rivestimento che non è riparabile. È stato devastato almeno il 50% degli arredi ai piani secondo e terzo». I danni stimati al Santoni stanno tra i 30 e i 35mila euro, ma sono destinati a salire con il prolungamento della mobilitazione degli studenti.Al Pacinotti, dove nella notte tra lunedì e martedì era entrato un gruppo di una quindicina di persone che poi si era dileguato all’alba, i danni ammontano a circa 15-20mila euro. «In questo caso - prosegue il presidente della Provincia - abbiamo vetri rotti, due o tre porte danneggiate, un gran numero di arredi distrutti (circa 50 banchi), due distributori di bevande, pareti imbrattate, un estintore svuotato e almeno un paio di computer rotti».
Il caso del Fascetti
C’è poi il caso dell’istituto Fascetti, che è stato "liberato" dagli occupanti e riaperto nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre. La parola ancora al presidente Angori: «Sono stati rotti quattro vetri, una parete in cartongesso, alcune piastrelle, due porte interne, due cassette portanaspi e un climatizzatore. Sono stati tranciati cavi di rete, portati via placche e interruttori della luce, imbrattati circa 50 metri quadrati di parete e distrutto almeno il 30 per cento degli arredi tra banchi e sedie. Sembrano mancare anche alcuni computer, ma la scuola deve ancora verificare l’inventario. I danni stimati sono di circa 15 mila euro».
Situazione che potrebbe peggiorare
Una situazione complessiva che potrebbe peggiorare perché, spiega il presidente, circolano notizie di possibili, altre occupazioni di scuole cittadine.«Non possiamo definire azioni di lecita protesta quelli che sono atti deliberati di distruzione - commenta infine Angori - . Come Provincia coinvolgeremo a stretto giro l’ufficio scolastico provinciale e tutti i dirigenti scolastici cittadini per mettere a punto azioni mirate. Bisogna andare all’origine del problema. Non possiamo trovarci ogni anno a ripristinare ciò che già funzionava, invece di investire per migliorare un patrimonio di edilizia scolastica già datato. Lo faremo sedendoci intorno a un tavolo tra istituzioni competenti».
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