La tragedia
Pisa, raffica di multe alle auto sul lungarno Leopardi: «Non tutte erano sul tratto riservato alle bici»
A sollevare la questione è stato il professor Giovanni Santucci: «Serve chiarezza sulla sosta in quella zona»
PISA. Decine di automobili multate per sosta sulla pista ciclabile, ma alcune si sarebbero trovate completamente al di fuori del percorso riservato alle biciclette. È quanto accaduto giovedì scorso sul lato settentrionale del lungarno Leopardi, lungo la recinzione della caserma Bechi Luserna. A sollevare la questione è Giovanni Santucci, docente universitario del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, che contesta le modalità con cui sarebbero state rilevate le infrazioni e chiede maggiore chiarezza sulla gestione dei parcheggi nell’area.
Santucci precisa di non mettere in discussione il divieto di sosta sulle piste ciclabili né la necessità di sanzionare chi lo viola. La contestazione riguarda, invece, l’applicazione delle multe che, secondo la sua ricostruzione, è avvenuta senza distinguere adeguatamente le diverse situazioni.
Il motivo
«I due accertatori hanno apparentemente proceduto in maniera indiscriminata», sostiene, riferendosi alle sanzioni elevate anche alle auto parcheggiate nello spazio tra le alberature e la recinzione della caserma, oltre la striscia bianca che delimita la pista ciclabile. In questi casi, afferma, nessuna parte dei veicoli, compresi gli specchietti retrovisori, invadeva il percorso riservato alle biciclette.
La sanzione contestata ammonta a 87 euro. Santucci ha presentato ricorso, corredato da documentazione fotografica, e ha richiesto l’accesso agli atti. L’invito è rivolto anche agli altri automobilisti che ritengano di aver ricevuto una multa nelle medesime condizioni, affinché facciano valere le proprie ragioni.
La richiesta
La vicenda, però, solleva secondo il docente una questione più ampia: è corretto sanzionare sistematicamente tutti i veicoli presenti in un tratto di strada senza verificare con attenzione la posizione di ciascuno? Per questo Santucci ha chiesto formalmente all’assessore competente di chiarire le regole che disciplinano la sosta sul lungarno Leopardi e di illustrare quali alternative siano previste per chi lavora nella zona.
Il problema riguarda un’area caratterizzata dalla presenza dell’ospedale e di diversi dipartimenti universitari, con una domanda quotidiana di parcheggi particolarmente elevata. Secondo Santucci, le possibilità di sosta sono limitate e i parcheggi a pagamento nelle vicinanze possono arrivare a costare 3,50 euro l’ora dalla seconda ora.
Il docente segnala inoltre che non sarebbe la prima volta che sul lungarno vengono effettuate operazioni analoghe. Da qui il dubbio che le ripetute campagne di controllo finiscano per indirizzare gli automobilisti verso le aree a pagamento, anziché rispondere esclusivamente a esigenze di sicurezza.
La richiesta conclusiva è dunque duplice: garantire il rispetto delle piste ciclabili e assicurare che ogni sanzione sia fondata su un accertamento puntuale, accompagnando i controlli con una politica della sosta capace di considerare le necessità di residenti, lavoratori e utenti dei servizi presenti nella zona.
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