Pisa, per la Limonaia piano di recupero da oltre 3 milioni di euro: è chiusa dal 2013 – Cosa prevede il progetto
L’obiettivo è realizzare una struttura per mostre, convegni, attività didattiche e uffici. Di proprietà della Provincia, è chiusa dal 2013 e resta sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria
PISA. Oltre 3 milioni di euro per recuperare la Limonaia con il suo giardino, restituendo spazi alla città per mostre, convegni, attività didattiche e uffici. Consegnato alla Provincia, ente proprietario dello storico Palazzo Ruschi in vicolo del Ruschi, nel quartiere di San Francesco, il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) per la ristrutturazione dell’edificio e delle sue pertinenze esterne.
Il servizio tecnico era stato affidato allo studio Heliopolis21 Architetti Associati, nella persona dell’architetto Gian Luigi Melis.
«Il Docfap – informa la Provincia – rappresenta il primo stadio del percorso di progettazione previsto dal nuovo codice dei contratti pubblici ed è finalizzato a definire il quadro conoscitivo iniziale, i fabbisogni da soddisfare, i vincoli da rispettare e le possibili opzioni progettuali, propedeutiche alle successive fasi di progettazione di fattibilità tecnico-economica ed esecutiva».
La Limonaia è di proprietà della Provincia di Pisa dal 1995. L’edificio ha una storia articolata e particolare: trasformato in ristorante negli anni Ottanta, restaurato nel 1990 da Hewlett-Packard per farne un centro scientifico è stato successivamente destinato a spazio pubblico per mostre, convegni e attività culturali, oltre che sede dell’associazione “La Limonaia”. Dal 2013 non è più utilizzato a causa di problematiche strutturali. La struttura, insieme al giardino storico, resta sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria per motivi di sicurezza dopo le ripetute occupazioni con sgomberi delle forze dell’ordine (la custodia giudiziale è affidata alla Provincia). Gli ingressi sono ancora chiusi.
«Dalle analisi di fattibilità – sottolinea l’ente – risulta maggiormente perseguibile da parte della Provincia di Pisa una riorganizzazione funzionale dell’edificio con maggiore flessibilità d’uso, attraverso pareti modulari e spazi adattabili a usi misti, pubblici e amministrativi». Incluso inoltre nel piano di recupero «il ripristino filologico del giardino storico secondo il disegno del Bellini di metà Ottocento, con recupero di elementi lapidei, fontana, statua, pozzo e vasi dei limoni».
Il costo stimato per i lavori è di 2.316.100 euro (oneri di sicurezza inclusi) dentro un quadro economico complessivo di circa 3,2 milioni di euro. La tempistica indicata dalla Provincia è di circa 39 mesi: 16 di progettazione, 23 di appalto, esecuzione e collaudo.
Nel complesso, il recupero punta a restituire alla comunità un edificio di pregio, valorizzandone le potenzialità architettoniche senza ricorrere a nuove costruzioni o trasformazioni radicali. Tra gli obiettivi principali, adeguamento normativo e prestazionale (sicurezza strutturale, accessibilità, efficienza energetica, impianti tecnologici); maggiore flessibilità d’uso degli spazi, adattabili a mostre, convegni, attività didattiche e uffici; ripristino del giardino storico con vialetti, aiuole e recupero degli elementi lapidei.
«Le alternative individuate dal Docfap – dice la Provincia – dovranno ora essere verificate e approfondite dalla committenza nella successiva fase del Documento di indirizzo alla progettazione (Dip), prima dell’avvio della progettazione di fattibilità tecnico-economica e della progettazione esecutiva».
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