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Tribunale

Pisa, palpeggiò più volte una cameriera: cuoco condannato

di Lorenzo Carducci

	I giudici hanno riconosciuto all’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena
I giudici hanno riconosciuto all’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena

La sentenza nei confronti di un 40enne accusato di violenza sessuale

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PISA. Lei quelle “attenzioni” non le voleva, e ha affermato più volte di averglielo detto chiaramente. Ma lui le avrebbe risposto che non stava facendo niente di male. E così aveva continuato ad approfittare del contatto ravvicinato al lavoro, in un ristorante della zona delle Vettovaglie, per toccarle di tanto in tanto il fondo schiena, anche con delle pacche, e per strusciarsi a lei quando doveva passargli davanti. Episodi che avevano recato un grave disagio alla giovane, all’epoca studentessa universitaria e cameriera nell’attività nella quale lui lavorava come cuoco.

Fino a quando, di fronte agli approcci ripetuti del collega, noncurante delle sue richieste di smettere, lei aveva deciso di licenziarsi e di querelarlo. È da lì che sono scaturite le indagini che hanno poi portato al processo nei confronti dell’uomo, un 40enne straniero, accusato di violenza sessuale continuata ai danni della giovane. Il processo si è concluso ieri, con la condanna dell’imputato a un anno e sette mesi di reclusione pronunciata dal secondo collegio penale del tribunale di Pisa.

I giudici hanno riconosciuto al 40enne, difeso dall’avvocata Sara Baldini, il beneficio della sospensione condizionale della pena. E non lo hanno condannato ad alcun risarcimento nei confronti della vittima, costituitasi parte civile e rappresentata dall’avvocata Linda Bottai. Ciononostante, la difesa valuta comunque l’ipotesi di ricorrere in Appello contro la condanna.

La vicenda risale al 2022, in particolare tra gennaio e luglio, il periodo nel quale – stando ai racconti della vittima e alla ricostruzione dell’accusa, che poi ha trovato l’accoglimento dei giudici – la studentessa e cameriera aveva subito diversi episodi di palpeggiamento da parte del cuoco.

La ragazza aveva provato a parlare di questo problema anche con la titolare del locale, senza trovare tuttavia la comprensione che cercava. L’extrema ratio era stata appunto quella di lasciare quel lavoro e di denunciare, con l’esigenza di tutelare la propria incolumità psico-fisica rispetto a una situazione nella quale si sentiva violata. Nella sua requisitoria, il pubblico ministero Fabio Pelosi ha chiesto la condanna dell’imputato a due anni di reclusione, pena leggermente ridotta dal collegio.

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