Meteo
Pisa, il Tar respinge il ricorso contro il divieto di trasferta dei tifosi. Lo “spiraglio”: «Appello al Consiglio di stato»
Niente sospensiva, resta così in vigore il decreto del ministro Piantedosi del 22 ottobre scorso: le motivazioni
PISA. Niente da fare, i tifosi nerazzurri resteranno senza la possibilità di andare in trasferta fino al 22 gennaio 2026. Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da un tifoso e dal Centro di coordinamento Pisa Clubs contro il decreto del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, del 22 ottobre scorso, che ha proibito le trasferte per tre mesi dopo gli incidenti che hanno preceduto Pisa-Verona dello scorso 18 ottobre. Il primo ricorso venne presentato, dal singolo tifoso, a poche ore dal decreto di Piantedosi, con procedura d’urgenza.
Le motivazioni
Secondo i giudici amministrativi, i provvedimenti di Piantedosi «hanno una finalità preventiva e cautelare rispetto al pericolo di nuovi episodi violenza e di turbativa dell’ordine pubblico, in occasione dei prossimi incontri di calcio delle rispettive compagini calcistiche. Stabilito che detti provvedimenti risultano essere adeguatamente motivati, anche alla luce delle risultanze istruttorie dedotte dall’amministrazione».
Dunque, per la sentenza non sussistono elementi di sufficiente fondatezza per il ricorso. «In ordine al prospettato pericolo di pregiudizio per la tifoseria e per la collettività pisana esso «risulta del tutto recessivo rispetto all’interesse pubblico primario tutelato dalle misure preventive ministeriali qui gravate, che sono state disposte in conformità al quadro normativo vigente e nell’esercizio del potere valutativo ivi attribuito al ministro dell’Interno». Di conseguenza «la domanda cautelare non può essere accolta per difetto dei presupposti».
Le reazioni
Anche se la decisione non ha sorpreso c’è sicuramente delusione nella tifoseria nerazzurra. Nessun commento da parte dello staff dei legali, ma si valuta l’ipotesi di presentare appello cautelare al Consiglio di Stato. Liana Bandini, volto storico del Centro Coordinamento Pisa Clubs, non nasconde l’amarezza. «La delusione è grande – dice Bandini –. Speravo che quanto accaduto prima della partita con l’Hellas Verona fosse esaminato con la dovuta cautela. Ho spiegato le nostre ragioni anche al questore di Pisa, ma non ho ricevuto risposta. Penso che la tifoseria abbia subìto una vera e propria ingiustizia. Ora valuteremo assieme ai legali se ci sono gli estremi per andare al Consiglio di Stato. Purtroppo, siamo stati condannati anche a pagare le spese processuali (oltre 2mila euro)».
I tempi però sono piuttosto stretti. Il divieto andrà avanti fino al 22 gennaio 2026, quindi per altre 4 trasferte: Lecce 12 dicembre, Cagliari 21 dicembre, Genova con il Genoa 3 gennaio 2026 e quella di Udine del 10 gennaio. I tifosi potranno partecipare di nuovo a una trasferta il 23 gennaio a Milano contro l’Inter. Il Centro di Coordinamento ha pubblicato anche un lungo comunicato dove, pur rispettando la decisione, resta il fermo dissenso contro il lungo stop imposto all’intera tifoseria.
«È noto a tutti – si legge nella nota- che in occasione di Pisa-Verona, così come già avvenuto in precedenza, l’ordine pubblico sia stato gestito dai soggetti preposti in modo assolutamente inadeguato. Queste responsabilità non possono certo ricadere su un’intera tifoseria da sempre corretta e al fianco dei più deboli. Il decreto del ministro impedisce a migliaia di persone di muoversi liberamente sul territorio nazionale come sancito dalla Costituzione». Per aiutare i ricorrenti con le spese legali momentaneamente c’è la possibilità di versare una cifra su un Iban intestato a Daniele Paffi: IT65V3608105138245316645323. A breve però sarà comunicato il nuovo Iban del Centro Coordinamento Pisa Clubs.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
