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Pisa, dopo il caos al Galilei tra lavoratori soli e terminal strapieno: «Organizzazione insufficiente»
Il violento temporale di sabato ha mandato in tilt l’aeroporto, tra voli cancellati e difficoltà di gestione. I sindacati: «Serve un piano di emergenza, strutture inadeguate in una crisi annunciata»
PISA. Una situazione improvvisa, con più fattori (un violento temporale e soprattutto una tempesta di fulmini nei dintorni dell’area aeroportuale) che hanno messo ko l’aeroporto per mezza giornata. Ma non solo. Almeno secondo i sindacati, che dopo il blocco delle attività aeroportuali di sabato scorso – quando migliaia di passeggeri sono rimasti bloccati nel terminal del Galilei, annullati o dirottati una quindicina di voli in arrivo o in partenza e stravolta la programmazione del primo sabato di agosto con voli in ritardi fino a sette ore – puntano il dito anche contro «l’inadeguatezza organizzativa e infrastrutturale dell’aeroporto».
La mancanza di un potenziamento organizzativo
«I lavoratori hanno dovuto affrontare una situazione di emergenza senza che fosse stato predisposto un adeguato potenziamento organizzativo. La conseguenza è stata una gestione caotica: migliaia di viaggiatori si sono trovati ammassati nell’area imbarchi, ai varchi di sicurezza e nel terminal arrivi, mentre numerosi voli venivano ritardati o cancellati. Nel frattempo, infiltrazioni d’acqua e malfunzionamenti ad alcuni sistemi contribuivano ad aumentare il disordine», sottolineano Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Usb e Ugl-Trasporto aereo in una lettera inviata a Toscana Aeroporti, all’Enac e alla Regione Toscana denunciando i disagi vissuti da migliaia di persone (lavoratori e i passeggeri in arrivo o in partenza) e chiedendo un confronto «per garantire condizioni di sicurezza, efficienza e dignità per lavoratori e utenti», a partire da un potenziamento «dell’organizzazione aeroportuale», come già chiesto «in previsione dell’aumento del traffico e delle difficoltà connesse ai cantieri aperti».
«Non sono mancati momenti di tensione – aggiungono le organizzazioni sindacali –, culminati in episodi di esasperazione che hanno provocato malori, aggressioni verbali e, in almeno un caso, un’aggressione fisica ai danni delle forze dell’ordine presenti». Un poliziotto è infatti stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso dopo le ferite riportate durante il tentativo di “calmare” un giovane passeggero inglese, poi arrestato, che in stato di alterazione aveva tentato di aggredire altri passeggeri.
Le richieste: investimenti infrastrutturali
«Ciò che è accaduto rappresenta una vera e propria Caporetto organizzativa – accusano i sindacati – che ha messo in luce in modo drammatico la fragilità strutturale e gestionale dell’aeroporto pisano, proprio nell’anno in cui il traffico aereo ha registrato un’importante crescita. Il maltempo è un evento improvviso, ma tutt’altro che imprevedibile e proprio per questo riteniamo inaccettabile l’assenza di un piano di emergenza efficace, soprattutto alla luce del crescente impatto dei cambiamenti climatici. Il ritardo decennale negli investimenti infrastrutturali – sottolineano le organizzazioni sindacali – ha generato un terminal inadeguato e vulnerabile, mentre i lavori di ristrutturazione attualmente in corso riducono ulteriormente spazi e operatività. È inaccettabile che questa situazione ricada su lavoratori e passeggeri, costretti ad operare e muoversi in condizioni critiche e pericolose».
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