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Pisa, l’oreficeria in centro con 50 anni di storia chiude: «Nessuno la vuole»

di Roberta Galli
Antonio e Michelina Esposito nella loro oreficeria
Antonio e Michelina Esposito nella loro oreficeria

Esposito, nota attività di corso Italia, era stata aperta da marito e moglie

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PISA. Un altro negozio storico pisano che se ne va. Parliamo dell’oreficeria Esposito, in corso Italia 32. In queste settimane è in corso una liquidazione straordinaria che porterà presto alla cessazione dell’attività. La decisione è stata presa e non si torna indietro, anche se non è semplice buttar giù una saracinesca per sempre dopo ben 50 anni di onorato lavoro.

La tristezza dei coniugi fondatori

«Ma la realtà è questa – affermano i coniugi Esposito –. Noi siamo in pensione da alcuni anni. I nostri figli hanno intrapreso strade diverse e noi vogliamo goderci un pochino la vita, dopo aver dedicato completamente noi stessi a questo negozio».

Un vero e proprio punto di riferimento per tanti pisani, diventati nel tempo anche amici dei titolari. Gioielli in oro, argento, pietre preziose, orologi, oggetti e cornici da arredo, ma anche collane di perle e orecchini dai modelli classici, l’oreficeria Esposito, gestita da Antonio e dalla moglie Michelina Romano, ha offerto questo e tanto altro ancora.

«In questi lunghi anni – racconta Antonio Esposito – abbiamo cercato di soddisfare le richieste dei nostri clienti e in cambio il nostro lavoro ci ha regalato tante soddisfazioni».

I primi anni e l’evoluzione del negozio

Tutto ebbe inizio negli anni Settanta. Quando Antonio aprì una orologeria in via Vespucci. L’attività si spostò poi dopo alcuni anni in via Colombo per approdare nell’84 in corso Italia. Prima al civico 41, e successivamente al 32, nel fondo di fronte. Erano decisamente anni diversi. E nel tempo il corso ha cambiato il suo volto.

«E noi ne siamo stati i testimoni oculari – raccontano i coniugi Esposito – mentre portavamo avanti insieme il lavoro che definiamo il nostro terzo figlio, con tanta passione e sacrificio. Ma si sa le cose hanno un inizio ed una fine, ed è quest’ultimo il capitolo che adesso ci troviamo a vivere. I nostri figli, uno è ingegnere, l’altra è una economista, operano in ambiti diversi, e per noi è giunto il momento di dire basta».

Abbiamo incontrato i coniugi Esposito ancora dietro il loro bancone, in corso Italia, tra i ricordi del passato e le incombenze burocratiche necessarie per portare a termine il loro progetto.

I problemi del commercio

L'emozione è palpabile nei loro volti. «I tempi sono decisamente cambiati – spiega Esposito – la situazione del commercio è sotto gli occhi di tutti, non solo nell'asse del centro storico, ma non per questo bisogna perdere la speranza. E lo dico soprattutto ai giovani che si vogliono affacciare a questo mondo. Noi il nostro percorso lo abbiamo fatto, e anche se non è facile psicologicamente scattare la spina dopo ben 50 anni di lavoro, per scelta abbiamo deciso di dire basta. Non siamo più giovani e vogliamo goderci il futuro, magari facendo qualche bel viaggio».

L'oreficeria è stata messa in vendita, ma nessuno si è fatto avanti. «Ci sarebbe piaciuto – conclude il titolare – che qualcuno avesse raccolto il nostro testimone, ma non è andata così. Adesso dobbiamo pensare a terminare questo capitolo, non facile psicologicamente per noi, e per questo vogliamo rivolgere un grazie di cuore a chi ci ha supportato e incoraggiato a continuare, nonostante le difficoltà che non mancano a chi opera nel nostro settore, ma il nostro viaggio finisce qui».

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