Il Tirreno

Pisa

Il lutto

Addio all’uomo del cinema di Tirrenia, è morto Vittorio Sbrana: «Da qui ha visto passare i grandi attori»

di Roberta Galli
Sbrana con il sindaco e Mancini
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Sbrana con il sindaco e Mancini

Era l’ultimo capo macchinista degli stabilimenti di produzione

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PISA. È morto Vittorio Sbrana, l’ultimo capo macchinista del cinema di Tirrenia, legato agli stabilimenti Pisorno-Cosmopolitan. Lui che in quei set aveva lavorato fin da prima della guerra. Nato a Marina di Pisa nel 1929, Sbrana aveva conosciuto il mondo della celluloide in tenera età, accompagnando il padre attrezzista. E quella per la macchina da presa fu una passione nata quasi per caso e che negli anni si trasformò nella sua professione. A partire dal 1951, quando gli studios ripresero a produrre, Vittorio era infatti già un’importante maestranza degli stabilimenti, responsabile di fasi tecniche essenziali per le riprese di allora, come la disposizione delle scene in rapporto alle luci, le messe a fuoco e i movimenti di carrello.

«Dalla sua postazione dietro la cinepresa – racconta Roberto Sonnini, giornalista pisano – Vittorio ha visto passare i più grandi nomi della cinematografia, da Gina Lollobrigida a Marcello Mastroianni e Sophia Loren». Un mondo che Vittorio Sbrana continuerà a raccontarci grazie a un docufilm, realizzato nel 2019, e ideato dallo stesso Sonnini. Parliamo di “Scene del cinema a Tirrenia”, oggi visibile sulla piattaforma Youtube e dove traspare tutto l’amore che l'ultimo macchinista di Tirrenia nutriva per il suo lavoro.

Un lavoro che si è svolto all'interno di quel mondo, negli stabilimenti di Tirrenia, sulla via Pisorno, prima della guerra con Gioacchino Forzano, e dopo, erano gli anni Sessanta, sotto Carlo Ponti (marito di Sophia Loren) che acquistò gli studios e cambiò il nome in Cosmopolitan. Erano gli anni d'oro del cinema in Italia e a Tirrenia furono girati importanti film, con nomi di spicco del panorama nazionale e internazionale, fino a quando la concorrenza di Cinecittà non mise fine al sogno pisano.

Vittorio Sbrana dietro la sua macchina da presa è stato quindi l'ultimo testimone di una grande epopea. «Vittorio era persona buona e generosa», così lo ricorda lo stesso Roberto Sonnini che ha lavorato al docu-film. Un documentario che non racconta solo la storia degli stabilimenti, ma quella di un territorio che comprende tutto litorale, ovvero Pisa e Livorno e allo stesso tempo uno spaccato della storia italiana. Il corto, prodotto dalla ProLoco del Litorale Pisa, è stato realizzato grazie alla regia e il montaggio di Stefano Alpini con le interviste realizzate dallo stesso Sonnini.

«La cosa nacque per caso – racconta ancora Sonnini –, dopo un convegno che aveva organizzato la Pro Loco alla Stazioncina a Tirrenia proprio per parlare del cinema di cosa nostra. In quell'occasione tra il pubblico c’erano la moglie e la figlia di Vittorio Sbrana. E così con Stefano Alpini fu buttata giù l'idea di fare qualcosa, attraverso una testimonianza che ancora può essere visibile in rete».

Vittorio Sbrana che abitava a Tirrenia lascia la moglie Laura e la figlia Katia. L'ultimo saluto giovedì 14 novembre, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Tirrenia. Oggi in molti alla camera ardente, tra i quali la consigliera comunale Virginia Mancini, hanno voluto abbracciare moglie e figlia, in ricordo di quei tempi passati, quando Tirrenia dettava legge nel mondo del grande cinema stellato.

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