«Non esci viva da questa casa»: violenza sessuale, 28enne a giudizio
Il racconto choc: «Ha tentato di spegnermi una sigaretta in un occhio». Il fatto in una discoteca vicina a Stagno
PISA. Si fa forza Maria (nome di fantasia), 23 anni, quando deve raccontare in tribunale di come l’ex fidanzato l’ha stuprata, dopo averla picchiata e minacciata. La prima volta il 31 dicembre 2022: con una scusa, fingendo di volersi scusare, l’ex, originario dell’Ecuador, ora a processo accusato di gravi reati, l’aveva convinta ad andare a casa sua. Un Capodanno da incubo: «era ubriaco, voleva andare a ballare – racconta – stavo male non volevo uscire, ha iniziato a prendermi a schiaffi e pugni, mi ha preso i polsi mi ha detto che non sarei uscita viva da quella casa». La seconda volta che l’uomo ha abusato della giovane risale al gennaio 2023. Gli episodi di violenza sessuale sono avvenuti durante la relazione, che è durata da giugno 2022 fino ad aprile-maggio 2023, con molti tira e molla. Lei era innamorata, dopo gli episodi di violenza magari provava a chiudere, però poi lui chiedeva scusa, si mostrava amorevole e lei lo perdonava, attribuendo gli eccessi all’abuso di alcol che lui faceva.
Sono almeno una decina gli episodi di violenze, minacce e percosse, arrivando a cercare di spegnere una sigaretta nell’occhio della giovane, ricostruiti dalla Squadra Mobile di Pisa. Una sequela di fatti che hanno portato a giudizio il 28enne (difeso dall’avvocato Ilaria Controzzi). L’uomo, che vive a Pisa, è accusato di atti persecutori: durante la relazione sentimentale e anche dopo con condotte reiterate nel tempo avrebbe reso la vita impossibile alla giovane, assistita dall’avvocato Fabrizio Bartelloni di Pisa. In un’occasione l’avrebbe tenuta chiusa in casa per tre giorni, aspettando che si attenuassero i lividi e i segni delle percosse.
Una serie di fatti avvenuti a partire da agosto 2022. Quando la ragazza si era rifiutata di trascorrere la notte e con lui e da quel momento era stata tempestata di chiamate e messaggi con offese (da zoc...a ad altri epiteti).
Il 19 febbraio mentre i due erano in una discoteca vicina a Stagno, l’uomo l’aveva presa per un braccio, trascinata fuori, presa per i capelli fino a farla cadere per terra, colpendola a calci e pugni fino a farle sbattere la testa contro un palo. «Ho visto la scena – ha raccontato ieri un testimone – ho chiamato le forze dell’ordine, continuava a picchiarla anche quando lei era a terra priva di sensi». Tanto che poi la giovane era stata costretta a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale. All’uomo vengono contestati anche altri episodi di molestie: avrebbe più volte cercato di riallacciare i rapporti con la ex andandola a cercare a casa e sul luogo di lavoro. Per questo l’ecuadoregno deve rispondere anche dei reati di lesioni personali e minacce aggravate dal fatto che avrebbe commesso i reati contro una persona legata a lui da una relazione affettiva.
Uno degli episodi, ricostruito in aula, risale a un anno fa, quando la parte offesa è stata aggredita sulle scale di casa, al punto di farla cadere più volte.
Durante l’udienza di ieri, oltre alla parte offesa, sono stati sentiti testimoni dell’accusa che hanno confermato il drammatico racconto della 23enne che, con grande coraggio, ha confermato il suo calvario pur trovandosi davanti all’imputato, presente al processo.
L’udienza è stata aggiornata a ottobre per sentire altri testimoni.
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