Il Tirreno

Pisa

Il caso

Gagno, il centro sportivo del Pisa: tutte le incognite e i possibili scenari (anche estremi)

di Francesco Loi
L’area dove è prevista la realizzazione del Pisa Training Centre
◗
L’area dove è prevista la realizzazione del Pisa Training Centre

Lo studio sul rischio idraulico decisivo per le prossime mosse. Pisa Sc sorpreso: non si aspettava un iter tanto complicato

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il progetto del centro sportivo del Pisa Sporting Club a Gagno (Pisa Training Centre) sta per giungere alla fase decisiva. Senza escludere alcuno scenario, compresa una marcia indietro. Punto estremo che, comunque, le parti interessate (Pisa Sc e Comune) vorrebbero evitare. La seduta della commissione consiliare urbanistica di martedì ha rivelato un quadro complesso, più del previsto, per arrivare a superare ogni ostacolo rispettando i termini di legge.

E l’ostacolo numero uno si chiama “rischio idraulico”. Procedure complicate, possibilità di lavori non previsti in origine, costi che salgono, tempi di realizzazione indefiniti. Su tutto questo c’è un punto interrogativo. Magari l’iter si dimostrerà alla prova pratica più semplice, ma ora le incognite ci sono. E non lasciano il Pisa Sc tranquillo. «Sapevamo che non sarebbe stato un percorso semplice, ma nemmeno così complicato», è un po’ quello che si sente dire dalle parti del club nerazzurro.

A Palazzo Gambacorti, sede del Comune, mostrano tranquillità, almeno per quello che riguarda gli aspetti di competenza strettamente comunale. «Sotto il profilo urbanistico-edilizio – è la sostanza del pensiero – si può procedere in tempi relativamente brevi. Prima il Pisa porta la documentazione che manca, ad esempio il piano del traffico, e prima si arriva all’adozione in giunta del piano attuativo che la società ha presentato a dicembre, anticamera delle ulteriori procedure per arrivare al rilascio del permesso a costruire».

Ma sempre con l’incognita del capitolo “rischio idraulico” e dei via libera che devono arrivare dal Genio civile e dall’Autorità di bacino. Altri enti dunque, non il Comune. Che nel frattempo ha “suggerito” al Pisa di andare comunque avanti con le pratiche svincolando le tempistiche dei due fronti: urbanistico-edilizio da una parte, rischio idraulico dall’altra.

«Se il Pisa dovesse precisare la volontà di attuare il piano in più fasi, e non avere un’approvazione in fase unica, l’adozione della prima fase si potrebbe avere in tempi relativamente brevi, e con sola delibera di giunta», quindi senza passare dalle procedure più lunghe del consiglio comunale, ha detto la dirigente all’urbanistica Daisy Ricci in commissione consiliare.

Ma il Pisa non sembra avere questa intenzione. Vuole avere, e si capisce, certezze complete. Così tutto o quasi diventa legato all’esito dello studio sul rischio idraulico che il Comune, d’intesa con lo Sporting Club, ha commissionato all’ingegner Stefano Pagliara. Dalle risposte che arriveranno poi dal Genio civile e dall’Autorità di bacino discenderanno le mosse successive, in un senso o nell’altro, dei principali attori di questa intricata vicenda. Come i passaggi in corso, illustrati in commissione, che entro aprile sveleranno, forse, il verdetto.

«Al momento della presentazione del piano attuativo del Pisa nello scorso dicembre – hanno spiegato gli uffici comunali – era in corso una richiesta di integrazione da parte del Genio civile relativa al rischio idraulico non sulla zona dove è proposto l’intervento, ma su tutto il reticolo di Pisa nord, che il Comune sta portando avanti con un incarico assegnato all’ingegner Pagliara per arrivare alla definitiva modifica del piano di gestione del rischio alluvioni. Questo piano è di competenza dell’Autorità di bacino, che si occupa anzitutto del rischio idraulico del reticolo principale (l’Arno). In questo caso lo studio è già stato fatto da Pagliara ed è stato approvato dall’Autorità di bacino. Ma per arrivare alla definitiva modifica del piano di gestione l’Autorità di bacino ha chiesto di valutare anche l’apporto del reticolo secondario. Inoltre sono state richieste integrazioni per addivenire anche alla modifica del piano di gestione del rischio alluvioni. Pagliara sta lavorando su questo aspetto. Se lo studio idraulico dovesse essere definitivamente approvato, potremo procedere con l’adozione in giunta. Se invece le procedure di modifica del piano di gestione del rischio alluvioni dovessero allungarsi, la parte di studio idraulico per la parte del centro sportivo del Pisa potrebbe configurarsi come studio specialistico: in questo caso il piano attuativo andrebbe in variante al piano strutturale intercomunale per quanto riguarda lo studio idraulico e quindi dovrebbe essere adottato in consiglio comunale anziché in giunta».

Dunque, ancora un mese e mezzo di attesa, probabilmente. Intanto Comune e Pisa Sc continuano a confrontarsi a livello tecnico. Le diplomazie invece, non sempre facili, passano dagli uffici del sindaco Michele Conti, del patron Alexander Knaster e del presidente Giuseppe Corrado. Negli obiettivi del Pisa c’è l’esigenza di avere uno stadio funzionante e funzionale, e di un centro di allenamento. Ma lo stesso si può dire per il Comune. La società nerazzurra si starebbe anche guardando intorno, per non restare spiazzata. E da comuni vicini, nell’eventualità, sarebbe già arrivato più di un messaggio di disponibilità all’accoglienza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web