Il Tirreno

Pisa

Lo schianto

Ultrà del Pisa morto a 26 anni: l’8 maggio comincia il processo. Cosa ha ribaltato due richieste di archiviazioni

di Andreas Quirici

	Il punto del raccordo della Fi-Pi-Li a San Piero a Grado dove ha perso la vita Matteo Grilli
◗
Il punto del raccordo della Fi-Pi-Li a San Piero a Grado dove ha perso la vita Matteo Grilli

L’incidente in cui ha perso la vita Matteo Grilli: fissata l’udienza dopo due richieste di archiviazione

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. L’attesa è finita. L’udienza preliminare del processo legato alla morte di Matteo Grilli è stata fissata per l’8 maggio. Per la famiglia dell’ultras del Pisa morto in un incidente stradale il 19 settembre 2020 sarà quello il giorno in cui comincerà la seconda battaglia, quella della ricerca di giustizia per la scomparsa del figlio di 26enne. La prima è stata combattere contro due richieste di archiviazione da parte della Procura che a gennaio, dopo l’ordine del giudice di effettuare ulteriori accertamenti, ha comunicato a Joele Ardanese la conclusione delle indagini e i due capi d’imputazione di cui è accusato: omicidio stradale e rifiuto di essersi sottoposto ai test alcolemici e tossicologici.

Il 22enne di Fucecchio, rappresentato dall’avvocata Luisa Tamburini, era alla guida della Renault Clio che quella notte maledetta ha invaso la corsia opposta del raccordo della Fi-Pi-Li a San Piero a Grado finendo contro una Fiat Panda che procedeva nell’altro senso di marcia. A bordo un gruppo di amici, tra cui uno dei passeggeri era Matteo Grilli. Subito è scattata l’accusa di omicidio stradale colposo ma il Tribunale d Pisa ha disposto l’archiviazione su richiesta della Procura contro cui gli avvocati Leonardo Bertani e Nicola Batoni, rappresentanti della famiglia di Matteo Grilli, hanno presentato reclamo facendo scaturire la nullità del provvedimento. A quel punto la Procura ha presentato di nuovo richiesta di archiviazione trovando l’opposizione dei legali di parte civile. Ma all’udienza il giudice ha ordinato ulteriori indagini al pubblico ministero da cui sono emersi nuovi elementi rispetto a quanto accaduto quella notte del 2020 a San Piero a Grado. A contribuire alla svolta tanto attesa dalla famiglia del 26enne la consulenza affidata all’ingegner Maurizio Orsini con la ricostruzione a livello cinematico dell’incidente.

Da qui il via al processo dall’8 maggio al termine di un percorso che ha visto Claudio Grilli, padre della vittima, non arrendersi mai di fronte alle tante difficoltà incontrate in questi quasi quattro anni di battaglia per cercare di ottenere giustizia. Tutto è ancora da decidere, ma essere riusciti ad aprire una breccia in questa delicata e complessa vicenda è già una vittoria per i familiari di Matteo.

E lo è anche per i suoi amici e fratelli di tifo nerazzurro che a poca distanza dall’incidente gli hanno dedicato un’installazione coi colori del Pisa nel punto esatto in cui ha perso la vita. Lavorando poi con grande impegno per allestire il Parco dello Squalo in cui onore, nelle vicinanze dell’Arena Garibaldi, lo stadio intitolato a Romeo Anconetani. Un giardino inaugurato con tutti gli onori ma tristemente scenario di un atto vandalico alla fine dell’anno scorso quando l’albero di Natale preparato per le festività venne privato di gran parte degli addobbi.

Un episodio in una storia che sta per vivere un nuovo capitolo, probabilmente quello più importante per capire a fondo dinamica e responsabilità di un incidente che ha spezzato praticamente sul nascere i sogni di un ragazzo e quelli delle persone che lo avevano visto nascere, crescere e apprestarsi a diventare uomo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera