Il Tirreno

Pisa

L’indagine

Pisa, identificazione di agenti e ragazzi dopo gli scontri al corteo: due settimane per concludere

di Andreas Quirici
Pisa, identificazione di agenti e ragazzi dopo gli scontri al corteo: due settimane per concludere

Continua il lavoro della questura per associare volti, nomi e reati

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PISA. Un paio di settimane. È il tempo stimato per la consegna della documentazione da parte della questura alla Procura della Repubblica di Pisa relativo a eventuali reati commessi durante la manifestazione per la pace in Palestina di una settimana fa in via San Frediano, di fronte al liceo artistico Russoli.

Al vaglio le posizioni di manifestanti e poliziotti e, secondo quanto appreso, si tratterà di abbinare immagini di volti dei singoli ai nomi, il grado nel caso dei poliziotti, e il tipo di condotta tenuta nella mattinata piovosa che ha dato il via a una vicenda diventata subito caso nazionale per via delle manganellate date dagli agenti appartenenti al reparto mobile di Firenze all’indirizzo degli studenti, moltissimi dei quali minorenni e iscritti agli istituti superiori di Pisa e della provincia.

Scene criticate da più parte dopo la diffusione dei video girati con i cellulari dagli stessi ragazzi e dagli insegnanti della scuola che si trova a due passi da piazza dei Cavalieri. E proprio la presenza dei filmati consentirà agli uomini del commissariato di associare le persone al tipo di reato commesso. Violenza, resistenza e lesioni sono le ipotesi per i manifestanti, mentre per i poliziotti si parla di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi.

Ipotesi di reato che saranno valutate dalla Procura di Pisa dopo aver visionato il materiale che arriverà dalla questura.


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