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Pisa, crolla il solaio della casa popolare e la famiglia con tre figli non sa più dove andare
P I calcinacci venuti giù dal soffitto della camera da letto, solo per un caso la famiglia non si trovava nell’abitazione
PISA. Un attimo e un grosso pezzo di soffitto è venuto giù finendo sul letto della camera matrimoniale. È successo in un appartamento all’ultimo piano di un condominio in via Antonio Pisano, a Porta a Lucca. Solo la fortuna ha evitato che in quel momento non si trovasse nessuno, altrimenti le conseguenze sarebbero state ben peggiori. Ma adesso Armando Quiroz, 43 anni, cittadino Usa, in Italia dal 2007, sposato e padre di tre figli, rivolge un appello ad Apes e al Comune per avere quanto prima una sistemazione alternativa.
«Anche l’alloggio in via Pisano – racconta Quiroz – lo avevo avuto tramite il sostegno dell’amministrazione comunale e ora non sappiamo dove andare. La casa è inagibile e tutto le nostre certezze sono crollate giù con quella porzione di solaio piombata improvvisamente sul nostro letto. Mio figlio più piccolo che ha nove anni è ancora terrorizzato dallo scricchiolio che abbiano udito nei giorni precedenti al crollo e mettendo tutto in fila, possiamo dire che siamo stati veramente fortunati a non trovarci lì sotto in quel momento».
La famiglia Quiroz in questi giorni è ospite di alcuni parenti della moglie che vivono a Pisa. «Ma non possiamo andare avanti così – afferma il capo famiglia – È già una settimana che viviamo accampati in una stanza piccola e i nostri familiari non sono più in grado di far fronte all’emergenza. I servizi sociali ci avevano offerto una camera, ma era non sufficiente. C’era un letto solo e noi siamo in cinque. Poi ci hanno fatto vedere un appartamento al Cep, non è grandissimo, ma per il momento potrebbe andare bene – spiega ancora Armando – e noi siamo disposti a trasferirci lì il prima possibile».
A spaventare la famiglia Quiroz è in queste ore la burocrazia. «Sono già passati alcuni giorni – spiega Quiroz – io ho più volte sollecitato gli uffici competenti per avere una risposta sui tempi di consegna, ma al momento nessuno ci ha fatto ancora sapere niente. Adesso l’appartamento di via Pisano è chiuso. Abbiamo dovuto portare via ogni cosa e la nostra vita in un attimo è stata completamente stravolta. Non chiediamo soldi a nessuno, ma un tetto sotto la testa per riprendere la nostra quotidianità».
La famiglia abitava in via Antonio Pisano dal 2014. «Un pochino di problemi in quell’appartamento c’erano stati anche in passato – afferma Armando – Già delle crepe le avevo segnalate all’amministratore del condominio, ma niente poteva fare presagire ad un crollo del genere. Solo uno scricchiolio giorni prima ci avevamo messo in allarme. Rumori che hanno spaventato tantissimo mio figlio, poi quei calcinacci e quelle traverse sul letto, appena rientrata a casa dopo aver trascorso un pomeriggio fuori, ci hanno messo di fronte ad una realtà drammatica per chi come noi non ha un altro posto dove andare».
Armando Quiroz è arrivato in Italia nel 2007. «È stato amore a prima vista – afferma l’uomo – così ho deciso di fermarmi e qui ho messo su anche famiglia”. Armando porta avanti due lavori: il primo in un ostello nella zona della Stazione, il secondo alle dipendenze di una stazione di rifornimento carburanti sul litorale. “Anche mia moglie lavora – conclude l’uomo – i nostri figli vanno scuola, vorremmo solo tornare a varcare la soglia di una abitazione il prima possibile e lasciarci alle spalle questo grande spavento».
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