Il Tirreno

Pisa

L’intervento

Spiagge di ghiaia a Marina di Pisa, pronto lo studio: «Dovranno essere più alte e ampie»

di Francesco Paletti
Spiagge di ghiaia a Marina di Pisa, pronto lo studio: «Dovranno essere più alte e ampie»

La motonave ha ripreso i lavori per potenziare le dighe esterne di Marina

3 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI PISA.  Una particolare attenzione dovrà essere dedicata all’ampiezza e soprattutto all’altezza del ripascimento in ghiaia. «Di fronte alla cosiddetta cella 4, quella più fragile e che è stata al centro del nostro ulteriore approfondimento, dovrà essere almeno di tre metri e mezzo rispetto alla linea di costa», dice il professor Lorenzo Cappietti, coordinatore del Dipartimento d’ingegneria idraulica e marittima dell’Università di Firenze. Quello a cui la Regione aveva già commissionato uno studio per valutare le soluzioni più idonee per mettere in sicurezza il centro abitato di Marina di Pisa tra piazza delle Baleari e il porto, e a cui, dopo le violentissime mareggiate del 2 novembre e del 3 dicembre scorso, ha richiesto un ulteriore approfondimento.

«Abbiamo ricreato in laboratorio le stesse condizioni di costa della cella 4, l’impatto di quelle mareggiate di novembre e abbiamo simulato i diversi sistemi di difesa per valutarne nuovamente l’efficacia dato che gli studi precedenti non avevano preso in considerazione fenomeni di tale intensità in quanto non si erano mai verificati prima – continua il coordinatore del Dipartimento d’ingegneria marittima dell’ateneo fiorentino –: il lavoro è sostanzialmente finito, ora siamo impegnati in ulteriori due approfondimenti che ci hanno chiesto i tecnici del Genio civile impegnati nella progettazione». Conclusioni: «Al netto di qualche dettaglio, i sistemi di difesa che avevamo già individuato, ovvero il rafforzamento del dighe frangiflutti soffolte e il ripascimento in ghiaia hanno confermato la loro efficacia». Però con alcune accortezze importanti per quanto riguarda, in particolare, le spiagge di ghiaia che dovranno essere sufficientemente alte (almeno 3,5 metri), ma anche ampie. Già, ma quanto? Al riguardo l’aspetto da tenere in considerazione è essenzialmente uno: «La forza delle mareggiate, quando sono particolarmente intense, forma una sorta di cresta, costituita dai sassi, che è fondamentale in quanto costituisce proprio la vera e propria protezione – continua il professore –: è altresì decisivo, però, che questa cresta resti ad almeno trenta o quaranta metri dalla linea di costa, altrimenti rischiano di riprodursi fenomeni simili a quelli già visti nei mesi scorsi, con i sassi sulla strada».

Importantissime saranno anche le opere di manutenzione che dovranno essere costanti e accurate: «I ripascimenti in ghiaia dovranno mantenere i tre metri e mezzo d’altezza, altrimenti – sintetizza Cappietti – si attenua l’efficacia difensiva». Altro capitolo, invece, concerne l’impatto paesaggistico del sistema di difesa che sarà implementato: «A mio avviso è uno degli aspetti più delicati della progettazione – conclude Cappietti –: pur essendo opere difensive, infatti, è importante che possano anche essere non eccessivamente impattanti e fruibili. Per questo abbiamo suggerito la previsione di affacci sul lungomare e di discese verso il mare».

Intanto da ieri la motonave, arrivata due giorni fa davanti a Marina di Pisa, ha cominciato a posizionare i massi per rafforzare le dighe soffolte nel tratto tra piazza delle Baleari e il porto, intervento di somma urgenza per 1,5 milioni di euro, necessario per attenuare i rischi in caso di ulteriori mareggiate d’intensità analoga a quella del novembre e dicembre scorso. «Oltre al carico di dicembre e a quello in corso, ne sono previsti altri tre o quattro», dice il governatore Eugenio Giani, che domani farà anche un sopralluogo sul posto per verificare l’andamento dei lavori.

Il ritorno della motonave fa tirare un sospiro di sollievo anche al consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Maurizio Nerini. «Bene, finalmente la chiatta», ha scritto su Facebook. Qualche giorno fa era stato proprio Nerini, insieme agli altri consiglieri “marinesi” di FdI e al sindaco Conti, a sollecitarne il ritorno, dopo il primo intervento fatto a metà dicembre.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana