Pisa, un concorso internazionale per ridisegnare il futuro dell’ospedale “Santa Chiara”: tempi e linee guida
Si cerca un soggetto interessato ad acquistare e valorizzare l’area. A condurre le operazioni è Finso, società del Gruppo Fincantieri, insieme al partner Consorzio Integra
PISA. Sarà un concorso internazionale a definire il futuro dell’area del Santa Chiara, una volta che sarà stata completamente liberata delle funzioni ospedaliere trasferite al polo di Cisanello. Le procedure sono avviate dalle società che stanno lavorando alla costruzione del “Nuovo Santa Chiara”, le quali, nell’ambito del maxi appalto, avranno la proprietà dell’attuale area del Santa Chiara (valore stimato superiore ai 122 milioni di euro).
A condurre le operazioni è Finso, società del Gruppo Fincantieri, insieme al partner Consorzio Integra. Il compito è individuare «un soggetto idoneo – si legge negli atti – all’acquisizione e alla valorizzazione del complesso monumentale di Santa Chiara, nel centro storico di Pisa». La procedura è indetta attraverso la società Nuovo Santa Chiara Hospital Scarl a cui è stato affidato l’incarico di promotore.
Quella che comincia è una delle partite urbanistiche decisive per la città del futuro. Il complesso di Santa Chiara, quinta architettonica della Piazza dei Miracoli, ha una superficie di quasi 118mila mq e fa parte di uno degli isolati di maggior superficie del centro storico, all’interno del quartiere di Santa Maria.
«Il complesso Monumentale di Santa Chiara in Pisa, ospedale da secoli, lo sarà fino alla fine del 2027 – si sottolinea nella presentazione della procedura – svolgendo la sua funzione pubblica, di servizio prezioso e quanto mai necessario nei tempi recenti». Cinta da mura, nell’area sono racchiusi una sessantina di edifici, di cui 25 sottoposti a vincolo dal ministero per i Beni Culturali e Ambientali, tra gli edifici ospedalieri e le sedi universitarie lungo via Savi.
Ma cosa sarà del Santa Chiara? Il bando per la selezione tratteggia i contorni più che entrare nel dettaglio: «Obiettivo della valorizzazione è la completa rigenerazione di questa parte di città, con la realizzazione di un quartiere intelligente, soprattutto sostenibile, efficiente e innovativo, in grado di garantire un’elevata qualità di vita ai suoi abitanti grazie anche all’utilizzo di soluzioni e sistemi tecnologici connessi e integrati tra loro».
Infatti, proprio la procedura spiega che la proposta per l’acquisto e la valorizzazione del complesso dovrà essere basata sul «rispetto delle prescrizioni di tutela e delle indicazioni di dettaglio contenute nelle linee guida per lo sviluppo della progettazione che – si sottolinea – verranno messe a disposizione dei manifestanti interesse nelle successive fasi». I punti fermi sono assicurare «un nuovo assetto urbano di riqualificazione del complesso monumentale, i criteri di insediamento e flessibilità del nuovo mix funzionale, le migliori e più attuali modalità e strategie per la rigenerazione di questo brano di città, il nuovo disegno dello spazio pubblico, una nuova e più attuale base per assicurare la sostenibilità dello sviluppo immobiliare».
Il confronto tra i vari soggetti interessati, a cominciare dal Comune, sono comunque iniziati. «Siamo consapevoli – dice il sindaco Michele Conti – della delicatezza e delle opportunità dell’intervento che, seguendo le linee guida del piano Chipperfield, dovrà affiancare alla conservazione un’adeguata valorizzazione contemporanea. Per questo come amministrazione accompagneremo il processo di trasformazione con un ruolo attivo: ci aspettiamo un giusto equilibrio tra strutture ricettive di pregio, residenziale di qualità, residenze per studenti immersi in uno spazio dove il verde viene preservato e moltiplicato. In continuità con la vocazione universitaria e pubblica dell’area, in alcuni edifici da recuperare potrebbero trovare casa enti pubblici o sedi di rappresentanza di enti nazionali e internazionali».
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