Sicurezza
Cani orfani dopo la morte dell’allevatore, è boom di richieste: «Ma prendete anche i più anziani»
Già adottati i cuccioli, ora l’appello per sei lupi cecoslovacchi ancora in attesa
MARINA DI PISA. Oltre 5mila contatti in poco più di un mese, tra l’Italia e l’estero. C’è chi ha inviato un vocale su Whatsapp, chi ha telefonato direttamente, chi si è fatto vivo attraverso un semplice messaggio o una mail. La storia dei 21 cani, rimasti orfani del loro padrone a Marina di Pisa, ha colpito il cuore di molti. Anzi, di moltissimi. La notizia, attraverso i social, ha attraversato la Francia, la Germania, la Svizzera, fino ad arrivare in Belgio.
I cuccioli, dagli occhi dolcissimi e il mantello folto, sono stati i primi, nel giro di pochissimi giorni, a trovare una sistemazione, mentre nel rifugio, nel verde a pochi passi dalla foce dell’Arno, restano ancora sei lupi cecoslovacchi, ovvero quelli più anziani. Per loro, essendo degli esemplari adulti, diventa più difficile trovare una nuova casa. «Eppure – dice Roberto Orsi – si tratta di cani dolcissimi, abituati a vivere liberi e senza essere stati sottoposti a stress». Per questo Orsi torna di nuovo a lanciare un appello, affinché nessuno dei lupi resti senza un padrone.
La storia è nota da tempo. I cani (21 in tutto, tra lupi cecoslovacchi e pastori americani di quinta generazione) fino a due mesi fa erano accuditi dal loro proprietario-allevatore, Stefano Fioravanti, 63 anni, marinese, stroncato improvvisamente da un infarto, lasciando l’intera famiglia “pelosa” in estrema difficoltà. Il testimone, o meglio il grande amore che Fioravanti nutriva per questi esemplari allevati in maniera amatoriale, è stato raccolto da Orsi, il proprietario del terreno, che ha voluto dare, attraverso l’appello lanciato a gennaio sul nostro giornale, una nuova opportunità a tutti icani. E la macchina della solidarietà si è messa subito in moto e ha cominciato a dare i suoi fritti, facendo tirare un sospiro di sollievo a chi in queste settimane si sta prendendo cura di loro, in primis Orsi, con pasti giornalieri a base crocchette e carne fresca.
I cani godono tutti di ottima salute essendo stati visitati anche da veterinari della Asl. Mentre molte associazioni animaliste si sono fatte avanti per provvedere alle loro necessità. «Ancora una volta siamo felici che il nostro messaggio sia stato compreso – dice Orsi –. Centinaia e centinaia sono state le richieste di adozione che in queste settimane sono giunte sul mio telefono e alla mia mail. I cani sono tutti molto docili e in grado di regalare grande emozioni. Per molti è iniziata una nuova vita, mentre sono quelli più anziani a non riuscire a trovare una casa». L’obiettivo principale resta quello di evitare il canile. «Niente contro queste strutture – prosegue il proprietario del terreno – che svolgono un compito sociale importante, ma vorrei che tutti i lupi di Stefano potessero assaporare il calore di una famiglia». Non tutte le famiglie però sono idonee a svolgere questo compito. «I cani sono abituati a vivere liberi all’aria aperta – continua Orsi –, non sono per niente aggressivi e né stressati, ma allo stesso tempo sono anche molto impegnativi a causa della loro mole. Non possono stare in un appartamento, ma hanno bisogno di muoversi in spazi verdi e soprattutto essere affidati a mani esperte».
Ed è proprio a queste persone che Orsi rivolge un nuovo accorato appello. «Il mio telefono squilla a ogni ora – conclude –, non riesco più a contare i messaggi e le mail, e non sono riuscito neanche a rispondere a tutti, per questo ringrazio chi ha avuto un pensiero per me». Mentre per chi ancora non conoscesse la storia di questi cani e fosse veramente intenzionato a prendersi cura di uno dei “vecchietti” rimasti a Marina ad attendere, può scrivere a roberto.orsi1960@libero.it o contattare il 327 9512198. Ancora una volta non servono soldi, ma cuore e affidabilità.
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