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Pisa, multate sessanta auto di residenti: «Dati troppi permessi per la Ztl»

Il varco elettronico di piazza Sant’Antonio per entrare nella zona a traffico limitato
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Il varco elettronico di piazza Sant’Antonio per entrare nella zona a traffico limitato

Rabbia di chi abita a Sant’Antonio dopo le contravvenzioni di San Silvestro. «Non c’erano posti e abbiamo parcheggiato sul lato destro dove non si poteva»

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PISA. Circa sessanta auto appartenenti a residenti del quartiere Sant’Antonio multate per divieto di sosta la sera dell’ultimo dell’anno. Una sfilza di contravvenzioni che hanno fatto infuriare gli abitanti della zona a traffico limitato (Ztl) che avevano parcheggiato sul lato destro di via Sant’Antonio proprio per la mancanza di posti in un’area dove, teoricamente, la presenza di veicoli dovrebbe essere contingentata e, comunque, in linea con il numero degli stalli. Invece, a detta di Irva Berni che ha scritto una mail alla redazione di Pisa Pontedera del giornale Il Tirreno, di permessi ne sono stati concessi troppi. E sotto accusa finiscono i clienti degli alberghi e dei bed and breakfast che ottengono i pass giornalieri, togliendo spazi a chi, invece, vive nel quartiere e paga l’abbonamento.

«Ma c’è anche un altro problema – aggiunge la donna oltre a quando scritto nella lettera – perché si vedono sempre più persone che da via Crispi entrano in via Manzoni percorrendola contromano e cercando parcheggio nelle strade della Ztl. Ma in quel punto non ci sono i varchi e così non prendono la multa».

Irva Berni racconta che domenica sera alle 18 è andata in scena «nel quartiere di Sant’Antonio una nuova raccolta fondi in favore delle casse del Comune di Pisa». Poi paragona la polizia municipale a chirurghi che, con precisione, «ha multato per sosta vietata, con ben 60 euro da pagarsi entro 5 giorni, che diventano 90 dal sesto, una sfilza di residenti autorizzati in divieto di sosta. Direte voi? Beh, se c’è il divieto cosa volete reclamare? Mettiamo i puntini sulle “i” allora. Non è la prima volta che ciò accade, proprio sotto le feste. Soprattutto, i residenti sono costretti a parcheggiare in divieto di sosta sul lato destro di via Sant’Antonio a causa dell’accesso smodato nella Ztl da parte di autorizzati giornalieri e annuali. Cosa che prima non succedeva».

Così, da qualche tempo, a detta della residente, «è diventato impossibile prendere la macchina parcheggiata regolarmente con il pensiero di doverla parcheggiare di nuovo al rientro, specie nelle ore serali. Perché ciò accade? Probabilmente i troppi permessi dati ai clienti giornalieri delle strutture ricettive, hanno super saturato una situazione già fortemente precaria».

Berni punta il dito sui permessi concessi senza strette necessità, ma anche contro gli stalli eliminati per fare posto ai monopattini e la pista ciclabile in lungarno Gambacorti. «A nulla vale per i residenti pagare anche il Pcu, il Parcheggio centro urbano – dice ancora la donna –. Stalli blu tutti pieni. Parliamo poi della “tassa sulla residenza”, la Ztl, appunto. Nata dopo il referendum del 1986, doveva costare al residente solo il costo vivo del tagliando da esporre sul cruscotto. Adesso siamo a quota 135 euro all’anno. Una tassa che non ha eguali negli altri residenti di Pisa e che non fornisce nessun servizio al residente ma è proprio il residente a trasformarsi in tassato due volte. Infatti, non trovando parcheggio anche nelle strisce blu in Ztl, per impossibilità incolpevole, egli viene tassato una seconda volta con la multa per un divieto di sosta che, le persone con sale in zucca, toglierebbero, viste le evidenze. Invece no. Si persegue il povero pisano della Ztl che ancora si ostina ad abitare in centro rendendogli la vita impossibile tra iniqua tassa e multe a gogò. E giù con l’inflessibile rispetto della legge sanabile a pagamento. Una legge che è sorda e muta quando c’è da fare il lavoro difficile, sporcarsi le mani davvero».

La richiesta è di risolvere questa situazione «per non rendere la vita impossibile agli ultimi “mohicani” del centro storico, baluardo contro il nulla che avanza di questa città, non portarli all’esasperazione. Adesso basta. Si cambino le priorità amministrative e politiche in favore dei residenti in Ztl di Sant’Antonio.

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