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Natale, il dietologo Ciro Vestita e i consigli per non ingrassare: «No ai ravioli al ragù, bene il mucco pisano»
I consigli a tavola del medico, volto noto di Rai 1: «Lenticchie, frutta secca e tisane insieme a un’ora di camminata sono i veri segreti»
PISA. Spesso le feste sono sinonimo di chili in più, localizzati soprattutto nell’addome; si sviluppa così velocemente l’antipatica pancetta tanto odiata dai cardiologi. Cosa possiamo fare per evitare tutto questo? Ne parliamo con Ciro Vestita, medico dietologo e volto noto di Rai 1.
Dottor Vestita, come facciamo ad evitare il solito aumento di peso natalizio?
«Beh, mi viene in mente la scenetta di Gassman e Manfredi che nel film “C’eravamo tanto amati” ordinavano, visto il poco denaro a disposizione, le mezze porzioni “abbondanti”».
Ma se ordino mezzo piatto di riso al pomodoro rimango con la fame…
«Qui ci vuole uno stratagemma, come fanno i cuochi pisani al mezzo piatto di riso aggiungiamo due etti di melanzane e due di pomodori secchi; mettendo tutto in forno con un filo di olio viene un primo buonissimo, saziante e con poche calorie soprattutto se useremo carni magre del nostri territori, come il mucco pisano» .
Immaginiamo che sia un piatto salutare.
«Vero, le melanzane sono ricche (come i carciofi) di cynarina, sostanza utile per abbassare il colesterolo».
Altre tecniche e cibi spezzafame?
«Le verdure alla piastra: zucchine, radicchio, carote, melanzane alla piastra sono croccanti e appetitose e siamo quasi a calorie zero. Difficile aver fame dopo queste delizie».
Quali sono invece i piatti cui prestare attenzione?
«Senz’altro tortelli e ravioli al ragù: oltre le calorie della pasta e del ripieno ci sono quelle (tantissime) che ci offrono i grassi del ragù. Un etto di pasta al pomodoro ha appena 300 calorie, un etto di tortelli al ragù può arrivare al doppio.
E le tagliatelle?
«Hanno meno calorie; la loro sfoglia è leggera e sottilissima: i bolognesi dicono che la vera sfoglia deve essere talmente sottile che una volta stesa davanti a sé il cuoco deve vedere la chiesa di San Luca».
Cotechino e lenticchie?
«Un piatto antico quanto l’uomo; Esaù, ci racconta la Bibbia, scambiò la sua primogenitura con un piatto di lenticchie; sono legumi ricchissimi in ferro minerale utile per contrastare la caduta dei capelli, fenomeno sempre più frequente nelle ragazze che spesso non mangiano carne (ricca in ferro) per rispetto verso gli animali».
Scusi, ma il cotechino è carne di maiale, quindi è ricco in grassi…
«Una volta era così, ora la carne di maiale grazie a mangimi “magri” è davvero povera in calorie».
La frutta secca?
«Non si mangia più tranne che sotto Natale; peccato perché mandorle e noci aiutano ad abbassare il colesterolo».
Quali dolci hanno poche calorie?
«Lo strudel, composto essenzialmente da tanta frutta e con una bellissima storia di fraternità alle spalle».
Ci racconti…
«Nella prima guerra mondiale milioni di giovani morivano in fetide trincee senza sapere nemmeno perché; nel Natale del 1915 avvenne una cosa fantastica: dalla trincea tedesca allo scoccare della mezzanotte si elevò il canto “Tu scendi dalle stelle”; questi giovani prussiani uscirono dal loro bunker portando spumante ai ragazzi francesi nella trincea opposta a pochi passi da loro; si abbracciarono scambiandosi poi fiori e dolci, in particolare lo strudel che le mamme tedesche inviavano»
Ci dica qualcosa sulla frutta fresca.
«Le mele sono un notevole spezzafame; in “Via col Vento” la Mamy consiglia a Rossella O’Hara di mangiare, prima di andare a una festa, due mele; e fa bene: dopo due mele è difficile aver fame».
Altri alimenti o bevande per non prendere peso?
«Le tisane: infusi di tiglio, gramigna, frutti di bosco, tarassaco sono fortemente anoressizzanti e vengono molto usati nel dimagrimento del soggetto obeso; perché noi dietologi siamo bravi a dare la dieta dietro la scrivania, ma poi il paziente va a casa e dalla fame si mangia l’uva della carta da parati; le tisane servono a rendere meno gravoso il dimagrimento».
Sono anche fortemente diuretiche?
Fortemente, sì. Il tarassaco o dente di leone viene chiamato dai contadini “piscialletto” da quanto fa urinare durante la notte».
Altri consigli?
Il consiglio più importante è quello di camminare un’ora al giorno a passo svelto; si bruciano circa duecento calorie».
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