Il Tirreno

Pisa

Il caso

Pisa, giovane picchiato in auto da un motociclista in fila. «Spostati», poi il pugno e lo svenimento

di Francesco Turchi
L’aggressione è avvenuta sull’Aurelia all’altezza del supermercato Lidl (nella foto) domenica scorsa intorno alle 12,25
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L’aggressione è avvenuta sull’Aurelia all’altezza del supermercato Lidl (nella foto) domenica scorsa intorno alle 12,25

La follia in coda: a raccontare cosa è successo un testimone che ha assistito alla scena. L’aggressore, che poi è scappato, fa parte gruppo di harleysti

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PISA. La coda, l’impazienza di un motociclista. Che dopo le minacce sferra un pugno in faccia. La vittima che scende, in un lago di sangue, e sviene in mezzo alla strada. L’aggressore che se ne va, senza neanche scendere dalla sua moto, seguito dai compagni di gita (una ventina) . E poi le auto che tirano dritto, nonostante ci sia un giovane disteso per terra e la fidanzata disperata accanto. Maleducazione, violenza, indifferenza: un mix micidiale di cattivi ingredienti per un film brutto film andato in scena sull’Aurelia, domenica scorsa all’ora di pranzo.

Aurelia bloccata

A raccontarne la trama è un testimone, che ha assistito alla scena in prima fila, dalla sua macchina, che stava subito dietro a quella del malcapitato automobilista finito all’ospedale.

Riavvolge il nastro. Racconta con dovizia di particolari, ma con l’amarezza di essersene perso uno, forse il più importante: il numero di targa della moto dell’aggressore. E ora, in attesa di capire se un aiuto potrà arrivare dalle telecamere della zona, lancia un appello, sperando che altri abbiano avuto la prontezza di annotare il dato determinante.

«Erano le 12,25. L’Aurelia era praticamente bloccata, anche a causa della Maratona. Eravamo più o meno all’altezza del supermercato Lidl. Viaggiavamo verso Porta a Mare, a passo d’uomo. Avevo notato un gruppo di harleysti fermi vicino a un bar, poco distante. Nel frattempo sono ripartiti e cercavano di passare tra le macchine». Ma ce n’era una in particolare che li bloccava: «Il primo della carovana si è affiancato all’auto che era davanti a me. Ha battuto un colpo sul tetto e gli ha detto, con modi pessimi, di spostarsi. Ma non era possibile, eravamo tutti incolonnati».

La follia

Poi la situazione è degenerata: «Ho visto che il ragazzo che era al volante si è affacciato al finestrino, probabilmente per chiarirsi. Ma non ne ha avuto neanche il tempo: il motociclista gli ha sferrato un pugno violentissimo». Il giovane, sotto choc, è rimasto per qualche istante nell’abitacolo, mentre la fidanzata che era seduta sul sedile del passeggero è scesa: «È andata incontro al gruppo in lacrime, chiedendo di farla finita. È stata una scena veramente brutta».

E, purtroppo, non è finita lì: «Il gruppo se n’è andato, come se niente fosse. Uno dopo l’altro si sono allontanati passando in mezzo alle auto in coda. Nel frattempo il ragazzo ferito è sceso dalla macchina ed è crollato a terra». Il testimone è stato tra i primi a soccorrerlo: «È svenuto, era in un lago di sangue. Il pugno è stato violentissimo: gli ha deviato il setto nasale».

I soccorsi

Nel frattempo la fidanzata ha chiesto aiuto ai carabinieri e al 118: «Ma la pattuglia non è venuta. Le hanno spiegato che in assenza di un numero di targa, la presenza immediata non era necessaria, in quanto non sarebbe stato possibile avviare le ricerche subito: bastava che sporgessero denuncia il giorno dopo». Nel frattempo è intervenuta un’ambulanza della Croce Rosse di Pisa: «E durante i soccorsi ho visto altri segnali che mi hanno lasciato molto perplesso. Alcuni automobilisti si sono fermati. Altri hanno tirato dritto, anche scocciati dal fatto di dover perdere ulteriore tempo “per un pugno in faccia”».

L’appello

Nell’indifferenza dilagante c’è stato però anche chi ha aiutato il giovane ferito. Ed è proprio a queste persone in particolare che il testimone rivolge un appello: «Se qualcuno ha avuto la freddezza di prendere il numero di targa o di scattare una foto, si rivolga ai carabinieri o alla polizia. Io ho visto che l’aggressore aveva un casco dorato con dei brillantini. Aveva la barba lunga bianca e castana. Ma non saprei dire molto di più perché indossava gli occhiali da sole. Il modello dell’Harley-Davidson saprei riconoscerlo, ma non basta». Il giovane aggredito è uscito dall’ospedale di Cisanello con una prognosi di 30 giorni: «È ancora sotto choc, come la sua fidanzata. È stato un incubo per loro, ma questo episodio ha colpito molto anche me. Spero che il responsabile venga rintracciato e paghi per quello che ha fatto».

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