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Pisa, in viaggio con Guerrucci: nella storia della città attraverso 100 stampe

Pisa, in viaggio con Guerrucci: nella storia della città attraverso 100 stampe<br>

La bottega “Il Borghetto” sarà anche luogo d’incontri: «A queste opere offro una seconda vita»

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Pisa Nasce come bottega – si badi, non negozio – di antiquariato Il Borghetto, in via del Borghetto 60 a Pisa. L’inaugurazione ieri pomeriggio tra le stampe, gli oggetti di pregio, le tele che, appunto, si trovano in quei locali. Vanto e “divertimento” di Renato Guerrucci, 46 anni di Vicopisano, che con «quei pezzi ci dialogo, li spolvero, li ammiro, li studio e ci passo insieme un bel po’ di tempo. Tempo ben speso».

È laureato in Storia all’Università di Pisa nel 2004, e dal 2008 è dottore di Ricerca in archeologia medievale con titolo conseguito all’Università de L’Aquila. Dopo una lunga esperienza come legale rappresentante di uno studio associato di archeologia, con all’attivo importanti cantieri quali quello di Palazzo Rosselmini Gualandi in Pisa (Palazzo Blu) , oggi sede delle collezioni e della Fondazione della Cassa di risparmio di Pisa si dedica al collezionismo, allo studio e al commercio di oggetti d’arte, con particolare interesse per i periodi medievale e moderno. Ora questa sua passione è diventata realtà con Il Borghetto.

Oggi bottega, come ama definirlo lui stesso, un domani, «spero non remoto, luogo di incontri, di chiacchierate sull’arte. Insomma, di cultura». Argomenti che Renato Guerrucci conosce, se non altro essendo anche autore di opere di argomento archeologico e storico-artistico. Il Borghetto, dunque, quasi come un Cenacolo per discutere e dibattere del patrimonio artistico con un esperto. Con orgoglio, Guerrucci, parla di quello che a suo dire vuole essere un omaggio all’intera città di Pisa, che «se lo merita tutto»: quelle stampe, un centinaio, di monumenti più o meno conosciuti, della stessa città. «È un omaggio anche agli 850 anni della Torre pendente». Così, chi entra dentro alla sua bottega può abbracciare in uno sguardo gli scorci più interessanti di Pisa.

Quella rassegna di stampe non è il solo fiore all’occhiello del Borghetto. Come non fare cenno, alla coppia di dipinti di Giovan Battista Tempesti, nato a Volterra nell’agosto del 1729 dal pittore Domenico, di Pisa, e dalla volterrana Maria Stefania Angeli, il più importante pittore pisano del secondo Settecento. E passato all’asta diverse volte da Christie’s. Al Borghetto è possibile ammirare un Santo Stefano con la bandiera di quell’Ordine, nato a somiglianza degli Ordini religiosi cavallereschi, che si proponeva la difesa della fede cattolica e la lotta agli ottomani.

«A queste opere offro una seconda vita». E per gli amici di facebook rileva: «Trovo due esemplari della medesima incisione del Grassi con la Torre pendente, ma una è originale e l’altra una ricca coloritura d’epoca. Che fare, appenderle lontane? Metterle (volgarmente) una di fianco all’altra? Giammai! Decido di complicarmi la vita, rimescolo i pezzi appesi e, dato che son due torri, le metto una sopra all’altra. Perché con l’arte o ci si gioca o è meglio occuparsi d’altro».

Perché Guerrucci, può scherzarci su, considerata la sua conoscenza e la maestria. Da ieri a disposizione dei pisani in via del Borghetto 60. Non sarà un’avventura. l

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