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Crateri, restringimenti e rischi: benvenuti al “Rally di Coltano”
La rabbia dei residenti: «Paghiamo le tasse ma nessuno risolve i problemi». Al centro delle polemiche la viabilità impossibile anche dopo la chiusura del ponte
PISA. Costeggiando via dei Cappellani, la strada che porta alla villa (oggi diroccata) in cui visse e lavorò Gugliemo Marconi, si vedono tra i campi i resti della stazione radio telegrafica che permise al premio Nobel di comunicare con il mondo. Altri tempi. Perché oggi la zona paludosa che agli inizi del Novecento era il punto più avanzato dell’ingegno umano è, invece, lo specchio dell’abbandono: strade che sembrano mulattiere con dislivelli di oltre mezzo metro, restringimenti, cartelli che invitano a moderare la velocità (per non fare il rally servirebbe camminare), crateri dentro ai quali si intravedono le tubature. E poi transenne, alberi pericolanti.
Racconta uno dei residenti per dare il senso dei rischi e del disagio che vive chi abita in questa landa di terra in mezzo a tutto dove sembra non esserci nulla. «Per colpa di queste strade mio fratello ci ha rimesso un cerchione, mia moglie ha forato. Anche noi paghiamo le tasse e vogliamo certi servizi». Ma quella dei danni è la meno. Perché – prosegue – «se di notte invitiamo qualcuno a casa che non conosce la zona rischia davvero di ammazzarsi».
Per capire di che cosa parlano (e si lamentano i residenti) basta percorrere avanti e indietro, con la luce del giorno, via dell’Idrovora, via del Viadotto, via Della Rena e via (a) Pezzi, la strada che da Coltano arriva ai margini dell’aeroporto. «Qui – spiegano – siamo in una zona paludosa. Se continuano a rattoppare le strade come se sotto non ci fosse l’acqua, non risolveranno mai il problema. Serve cambiare il modo di approcciarsi al problema».
Come capita spesso agli zoppi arrivano pedate negli stinchi. Così per tutta la zona il colpo decisivo è stata la chiusura del cavalcavia dei Mortellini, lesionato da un Tir il 27 luglio scorso con disagi anche per raggiungere il centro sportivo del Pisa calcio. Così chi da Livorno deve raggiungere la zona industriale di Pisa o anche l’ospedale di Cisanello è costretto ad effettuare una deviazione su via dell’Idrovora, che si allaga in caso di forti piogge e nel secondo tratto è costellata di avvallamenti e cedimenti.
Racconta Cristiana Torti in una lunga lettera di denuncia: «Per gli abitanti, uscire da Coltano è una sorta di Camel Trophy: su via dei Pini sono comparsi cartelli di caduta alberi; su via la Sofina dopo un albero caduto (e non ci sono lampioni) si incontrano tre cantieri per la sostituzione della vetusta condotta dell’acqua (inizio lavori la scorsa estate, sconosciuta la fine, al momento transennati e aperti), oltre a numerose buche; su via Palazzi buche particolarmente insidiose rendono poco praticabile la carreggiata già ristretta per le transenne che segnalano lo stato precario delle Stalle del Buontalenti; su via del Viadotto (provinciale ndr), piena di dossi e cedimenti, uno dei ponticelli è da anni a senso unico alternato, mentre via le Rene presenta un profondo cedimento, con un dislivello di dieci centimetri tra le due carreggiate».
Se la mobilità privata è complessa, tutti questi disagi si ripercuotono, «peggiorando ulteriormente la situazione sui collegamenti degli autobus pubblici e sui loro tempi di percorrenza. La linea 8 – va avanti – accusa costantemente ritardi, con disagi forti per chi deve raggiungere la scuola o il posto di lavoro. E non parliamo dei mezzi di soccorso, che devono affrontare vere gimkane. Insomma, ancora una volta ci chiediamo: che fine hanno fatto le promesse elettorali di valorizzazione del borgo di Coltano ? Per quanto ancora dobbiamo essere cittadini di serie B?».
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