Italia
Pisa, muore a 63 anni il giudice Franco Piragine: «Uomo garbato e brillante»
Per quasi vent’anni ha lavorato nella sezione lavoro. Nel pomeriggio di mercoledì 22 novembre, alle 15, in tribunale ci sarà una commemorazione per ricordare il magistrato che ormai abitava a Pisa da quando era uno studente
PISA. Il giudice del lavoro Franco Piragine, in servizio al tribunale di Pisa da quasi 20 anni, è morto in seguito a una grave malattia. Aveva 63 anni. Un giudice aperto al dialogo con le parti, acuto, ironico, sempre alla ricerca delle soluzioni, così lo ricordano i colleghi. Era diventato un punto di riferimento per gli avvocati giuslavoristi. Molti erano a conoscenza dei problemi di salute del giudice ma nessuno si aspettava di ricevere la triste notizia che ha suscitato un grande cordoglio.
«L’Avvocatura pisana partecipa commossa al dolore dei familiari e del Foro per la prematura scomparsa del dottor Franco Piragine – è il ricordo dell’avvocato Paolo Oliva, presidente del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Pisa – ha svolto per quasi venti anni il ruolo di magistrato al tribunale di Pisa, prima alla sezione civile e poi come giudice del lavoro. Nei delicati ruoli che ha ricoperto, il giudice Piragine ha saputo coniugare un grande rigore nell’approccio ai difficili temi affrontati ad un garbo non comune nei modi. Uomo di brillante intelligenza, ha sempre prestato grande attenzione alla realtà sostanziale delle controversie che veniva chiamato a risolvere, che affrontava con coraggio e rigore ma sempre con lo sguardo puntato alle caratteristiche peculiari del caso concreto e senza ricorrere ad ingiustificati formalismi. Il dottor Piragine, nel pieno e dovuto rispetto dei ruoli, è stato per l’avvocatura un interlocutore aperto, cordiale e sincero: il suo timido sorriso, la grande attenzione che dedicava all’ascolto, ed il rispetto che non ha mai fatto mancare a chi gli si rivolgeva, restano per chi lo abbia conosciuto un ricordo indelebile».
A restare impresse nella mente di chi l’ha conosciuto sono soprattutto le qualità umane di Piragine, descritto come una persona positiva sul lavoro come in famiglia. Anche di fronte alla malattia non ha mai perso la speranza, continuando a lavorare con impegno fino a quando ha potuto. Tanti i casi da lui seguiti nel corso degli anni, a cominciare dalla morte degli operai morti sul lavoro, riconoscendo l’esistenza di un nesso causale tra l’esposizione all’amianto e la patologia del mesiotelioma pleurico. Il giudice Piragine lascia due figlie, Livia e Marina, e la compagna, dottoressa Antonella Armani. Nel pomeriggio di mercoledì 22 novembre, alle 15, in tribunale ci sarà una commemorazione per ricordare il magistrato che ormai abitava a Pisa da quando era uno studente del liceo classico. Lo ricordano con affetto anche i cittadini del suo paese d’origine e la Pro Loco di Calvera, in provincia di Potenza, in Basilicata.
«Ci ha lasciati un nostro amato associato: giudice Franco Piragine. Ciao Franco, continuerai a vivere nel cuore degli abitanti di questo piccolo borgo» è il messaggio che l’associazione gli ha dedicato sulla pagina social.
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