Il presidio
Pisa, l'omaggio ai 13 eroi di Kindu: «Gli insegnamenti di quella tragedia sono vivi in tutti noi»
Cerimonia e una mostra fotografica della 46ª Brigata Aerea per aviatori trucidati 62 anni fa in Congo
PISA. Con una messa solenne al Sacrario di Kindu la città ha reso omaggio ai tredici aviatori della 46ª Brigata Aerea trucidati a Kindu l’11 novembre del 1961 e a tutti i suoi caduti. Il sacrificio dei due equipaggi dei C-119, “Lyra5” e “Lupo 33”, inviati in Congo per una delle prime missioni di pace sotto l’egida dell’Onu, resta un dolore mai sopito. «L’eco e gli insegnamenti di quella tragedia – ha detto il generale Giuseppe Addesa, comandante della 46ª Brigata Aerea – sono vivi in tutti noi, perché in questi 62 anni la Brigata non ha mai smesso di operare nel mondo per portare a termine missioni simili a quella in cui persero la vita i 13 eroi di Kindu. Non conosciamo modo migliore per onorare la loro memoria se non quella di continuare la loro opera, volando ovunque ci sia bisogno del nostro intervento».
In loro memoria una corona d’alloro è stata deposta prima del rito officiato da don Salvatore Varavallo, cappellano della Scuola Militare Dohuet, alla presenza del generale di Squadra Aerea Alberto Biavati e delle massime autorità militari cittadine. Oltre a una rappresentanza di familiari delle vittime sono intervenuti il prefetto, Maria Luisa D’Alessandro, l’assessore Riccardo Buscemi, il questore Sebastiano Salvo e il provveditore agli studi Andrea Simonetti, Ancora una volta il generale Addesa ha sottolineato la valenza dei velivoli che decollano da Pisa per il trasporto di beni in caso di calamità naturali o per il rimpatrio di nostri connazionali. «Circostanze non molto diverse – ha detto Addesa – da quelle che portarono i nostri equipaggi del Lyra5 e del Lupo33 ad effettuare una missione purtroppo con altri esiti, si trattava di portare aiuti a una popolo in difficoltà per la guerra civile». La cerimonia è stata accompagnata dalle note del coro di Kindu e dal tenero omaggio di tredici rose bianche. La giornata si è conclusa all’Atoc, dove è allestita una mostra fotografica permanente, curata da Paolo Farina, storico e giornalista. L’architetto Andrea Aleardi, della Fondazione Michelucci, ha illustrato la nascita del sacrario di Kindu. Due classi dell’istituto comprensivo Fucini, la 3ª A e la 3ª B, hanno portato dei lavori su carta con pensieri personali sulle missioni di pace e sull’importanza della cultura come unico mezzo per scongiurare i conflitti.
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