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Pisa, l'ippodromo di San Rossore incorona il fantino di 63 anni: «Il mio segreto? La passione»
Alessandro Pisani ha vinto il Fregenti battendo i più giovani concorrenti nella gara internazionale Longines Fegentri Championship, in sella a Ira degli Dei, cavalla che non vinceva da un anno
PISA. Una volta si parlava dei “favolosi anni’60”, ma favolosi possono esserlo anche… i sessant’anni. Come quelli di Alessandro Pisani, che di preciso ne ha 63 e domenica scorsa, per la prima volta nella sua carriera di gentleman rider, si è aggiudicato il primo posto nella gara internazionale Longines Fegentri Championship a San Rossore, in sella a Ira degli Dei, cavalla che non vinceva da un anno.
La corsa vedeva cinque nazioni rappresentate: Italia, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca e Francia) . Pisani è molto conosciuto per essere dal 1985 uno dei titolari dei “I Sellai di Pisa” in via Due Arni, insieme a Francesco Mengali, e fa parte da molti anni del gruppo cavalieri del Gioco del Ponte di Parte di Tramontana. È figlio di un artiere ippico, Franco, che lavorò per la Dormello Olgiata e per i Botti. Il Tirreno scriveva di lui già nel 2002, quando Pisani era da quattro anni «in sella» nei vari premi che si disputavano non solo a San Rossore, ma anche Livorno, Varese, Firenze e Treviso: insomma, negli ippodromi di tutta Italia. Quando correva con continuità mise in fila una media di una decina di vittorie l’anno: tra quelle che ricorda con più soddisfazione è il successo nella corsa Tris di Treviso ottenuta nel 2000 con un soggetto di Riccardo Pizzauti, Chack Stupak.
Ma torniamo all’attualità: domenica scorsa, nella gara sul prato degli Escoli, all’aprirsi delle gabbie Pisani si è portato in testa e Ira degli Dei ha poi respinto ogni tentativo del resto del gruppo di avvicinarsi. E la tattica di gara non è casuale: «Alla mia età – spiega il rider – posso mettere in gioco l’esperienza, il mestiere e la conoscenza del percorso e del cavallo, ma è chiaro che se arrivo agli ultimi 200 metri a fare la volata contro un ragazzo di 20-30 anni, qualche metro me lo prenderà…».
Pisani, lei è nato in mezzo ai cavalli ed è arrivato alla ragguardevole cifra di 86 vittorie, ma non ha mai fatto il fantino di professione, giusto? «Sì. Ho imparato a cavalcare fin da bambino, per debuttare poi nel 1998, ma ho sempre montato per passione, non per lavoro. Nessun rimpianto comunque: da ragazzo non avevo il peso per farlo. La mia attività nella vita è quella del negozio, dove facciamo tutto per l’equitazione: vendita, riparazioni, assistenza, e le ore lavorative sono molte». Una passione che comunque coltiva… «Certo. Ho preso la licenza per correre a 38 anni e poi l’ho sempre rinnovata, anche se poi non monto spesso. Prima di domenica scorsa, ma la ultima gara era stata a Roma nel mese di marzo». E in pista come fa a competere contro avversari esperti ma anche giovanissimi? «L’esperienza, come dicevo, è importante, ma la vera molla è la passione. Domenica è stata una bellissima soddisfazione vincere una corsa che non mi aveva mai visto al primo posto». Ed è la passione che la “costringe” alle alzatacce quotidiane. «Di sicuro la passione non ti fa sentire la fatica. Normalmente faccio una o anche due uscite al giorno prima di andare in negozio. Il che vuol dire che l’estate sono in scuderia alle 5, 30, e d’inverno alle 6, 30-7, non solo perché senza allenarsi bene non è possibile essere competitivi in gara ma proprio perché mi dà piacere farlo». E la vita è sicuramente da sportivo, a tavola e nelle abitudini quotidiane. «Un regime di vita sano aiuta molto, e sia allenarsi che correre regala delle grandi soddisfazioni che non fanno sentire il peso dei piccoli sacrifici».
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