Il presidio
Pisa, ordinanza anti-alcol sospesa: ora il Comune cerca un “piano B” per la sicurezza alla stazione
L’assessore: rispetto il Tar ma il problema c’è, valutiamo alternative. Associazioni divise: Confcommercio vuole più forze dell’ordine, Confesercenti chiede interventi sociali
PISA. Punto primo: «Le sentenze vanno rispettate». Punto secondo: «Comunque quella del Tar è una sospensiva, siamo fiduciosi che il giudizio di merito del 15 febbraio possa essere diverso». Sgombrato il campo da ogni possibile critica per il fatto di non essere stato politicamente corretto, però, l’assessore comunale al commercio Paolo Pesciatini affronta anche i nodi che, inevitabilmente, ripropone la sentenza con cui tribunale amministrativo regionale ha sospeso gli effetti della cosiddetta ordinanza “anti-alcol e anti-vetro” in zona Stazione: per intendersi, quella firmata l’11 ottobre scorso dal sindaco Conti e che, per sei mesi, prevedeva di sperimentare il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche nei minimarket, esercizi di vicinato e distributori automatici del quartiere.
«La prima conseguenza è che, sicuramente, non siamo in grado di verificare compiutamente l’impatto di un’ordinanza che aveva carattere sperimentale – continua Pesciatini –: noi abbiamo l’impressione che nel quartiere qualche segnale i miglioramento ci sia stato, anche grazie al contributo di questo provvedimento, ma quaranta giorni sono un tempo davvero troppo limitato per esprimere un giudizio approfondito».
La seconda è che dalla fine della scorsa settimana, per quanto riguarda la vendita di alcolici e superalcolici, si ritorna al punto di partenza, ossia alla situazione fino al 10 ottobre scorso: «Se può essere un problema? Per noi sicuramente sì, altrimenti non avremmo fatto l’ordinanza – dice Pesciatini – : in settimana, insieme al sindaco e anche ai legali dell’amministrazione comunale, valuteremo se vi è la possibilità di mettere in campo altri interventi che abbiano un obiettivo simile, ma che possano evitarci d’incorrere in eventuali ricorsi al Tar».
Più cauto, invece, il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli. Che è sì convinto che «pure la cosiddetta ordinanza anti-alcol e anti-vetro avrebbe potuto dare un contributo utile ad alleviare i problemi del quartiere». Ma poi lancia anche un monito: «Sarebbe comunque fuorviante pensare di risolvere i problemi del degrado e della sicurezza in zona Stazione intervenendo solo sul commercio: anche a noi, invero, risultano timidi segnali di miglioramento negli ultimi tempi, ma a nostro parere sono soprattutto da collegare al maggior dispiegamento e visibilità delle forze dell’ordine disposto dal questore: restiamo dell’idea che sia soprattutto questa la strada percorrere e anche da rafforzare».
Quasi diametralmente opposto, invece, il giudizio del presidente di Confesercenti Pisa Fabrizio Di Sabatino. Che boccia sia l’ordinanza - «la ritengo poco utile, semmai bisognerebbe vigilare maggiormente sulla vendita di alcolici ai minori: al riguardo le leggi ci sono, basterebbe farle rispettare» - sia l’aumento delle forze dell’ordine in zona Stazione: «Credo che la militarizzazione di quell’area della città produca l’effetto opposto a quello che vorrebbe chi la propone, ossia aumenta la percezione d’insicurezza di chi arriva. Le forze dell’ordine – continua - servono ma con presidi fissi e con interventi mirati. A cui, però, vanno affiancati interventi di accompagnamento e orientamento sociale: intorno alla Stazione, infatti, gravitano i veri e propri delinquenti ma anche tante persone che vivono una situazione di marginalità sociale e hanno bisogno di un’attenzione diversa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
